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Pisa

Via Cottolengo riqualificata a metà, scatta la rivolta

Via Cottolengo riqualificata a metà, scatta la rivolta

Confcommercio: «Pagata da privati, il Comune deve tutelare tutti». Chiesto anche lo spostamento del carico e scarico

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PISA. Sono ad un passo da Corso Italia ma è come se fossero collocate nella più remota periferia cittadina. Sono le attività commerciali di via Cottolengo, la strada che collega Corso Italia con via Mazzini. Ormai da tempo soffrono disagi e difficoltà di ogni tipo, aggravati dai perduranti lavori di asfaltatura del manto stradale. Sono passate già alcune settimane da quando hanno presentato una petizione indirizzata a sindaco Filippeschi, assessore Zambito e comando della polizia municipale. Ma ad oggi segnali concreti non si sono visti.

Fa proprie le istanze dei commercianti, il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli, dopo un sopralluogo con la funzionaria sindacale Donatella Fontanelli: «La situazione di caos è indescrivibile - racconta - Ora ci sono i lavori di riasfaltatura della strada e i camion occludono la visuale delle vetrine dei negozi, mentre la passerella per i pedoni è strettissima. Lavori finanziati dai privati che si fermeranno solo nel tratto iniziale della strada: il Comune non deve consentire distinzioni tra commercianti di serie A e commercianti di serie B. Stiamo aspettando che l'assessore Andrea Serfogli stabilisca una data per un incontro sulle questioni, a partire dal carico e scarico merci». I commercianti chiedono di spostarlo in piazza D'Azeglio, «richiesta legittima e fattibile - spiega Confcommercio - così i negozi sono penalizzati e per i passanti è a rischio l'incolumità: il marciapiedi, inevitabilmente sconnesso, è utilizzato come se fosse parte di carreggiata». La richiesta al Comune è di una riqualificazione dell’intera via, col «manto stradale rifatto lungo tutta la strada, la segnalitica sia organizzata secondo una logica di buon senso e sostenibilità, che l'illuminazione sia largamente potenziata: a causa del buio la strada si popola di sbandati e spacciatori già nelle prime ore del pomeriggio», conclude Pieragnoli.

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