Il presidio
Ryanair a Firenze e l’ostacolo delle tariffe più alte
PISA. «A Roma siamo presenti sia a Fiumicino che a Ciampino e pensiamo a sviluppare entrambi». Così, mostrando un po’ di stupore, ha risposto John Alborante, manager di Ryanair Italia, alle numerose...
PISA. «A Roma siamo presenti sia a Fiumicino che a Ciampino e pensiamo a sviluppare entrambi». Così, mostrando un po’ di stupore, ha risposto John Alborante, manager di Ryanair Italia, alle numerose domande dopo che David O’Brien (numero due della compagnia aerea irlandese) aveva aperto alla possibilità di voli low cost da Firenze, oltre che dal Galilei. Condizione necessaria una pista più lunga al Vespucci. «Poi al momento opportuno faremo le valutazioni», aveva aggiunto O’Brien.
Società unica. Dunque, una prospettiva ancora tutta da approfondire. Domanda: ma cosa vuol dire voli low cost anche da Firenze? Un pacchetto di collegamenti che viene trasferito da Pisa o in aggiunta? Il quesito viene soprattutto da chi, dopo la fusione tra gli aeroporti, teme una concorrenza ai danni del Galilei. Anche se i vertici di Ryanair hanno aggiunto che «Pisa rimane la porta principale della Toscana». L’altro messaggio che arriva da più parti è: «Meno male che c’è la società unica, pensate cosa sarebbe successo se Pisa e Firenze fossero ora in concorrenza, con il peso notevolmente superiore del capoluogo». La società unica «è la vera garanzia per Pisa - dice un operatore del settore - perché nessuno investe 60 milioni, come sta avvenendo a Pisa per il nuovo terminal da 6,5 milioni di passeggeri, se non ci vede un ritorno sicuro ed ha interessi da perseguire».
La leva delle tariffe. Ma cosa può concretamente tenere in equilibrio Pisa e Firenze? Quella che viene chiamata la differenza delle mission: business per il Vespucci, low cost e intercontinentali al Galilei. In poche parole, Firenze per gli azionisti dovrà assicurare guadagni attraverso le compagnie più importanti che portano uomini d’affari, oltre che turisti, senza battere ciglio di fronte ai diritti (le tariffe) assai più costosi del Vespucci. Ryanair invece fa base soprattutto in scali con tariffe più contenute per rendere possibili i prezzi “popolari” dei biglietti. E’ quindi il management di Toscana Aeroporti ad avere in mano le leve per far rendere al meglio entrambi gli aeroporti, intanto lasciando a certi livelli i costi di Peretola per le compagnie. L’ipotesi è che comunque Ryanair finirà per attivare alcuni voli anche a Firenze, se non altro per questioni di immagine.
I programmi. «I numeri dicono che Firenze e Pisa stanno crescendo alla stessa velocità con un aumento, entrambe, di 200.000 passeggeri e per questo serve portare avanti il piano di investimenti su tutti e due gli scali», dice Antonio Mazzeo, presidente della commissione regionale per la costa. «Il masterplan di Toscana Aeroporti, su cui vigileremo, prevede che Pisa continui ad investire sui voli internazionali e low cost, mentre lo sviluppo di Firenze avverrà principalmente come city airport. L’annuncio fatto da Ryanair di portare a Pisa un ottavo aereo e quattro rotte in più è proprio in questo senso».
Pista lunga. Se la sinistra dem si dichiara preoccupata dopo che l’assessore regionale ai trasporti ha aperto all’idea di una pista da 2.400 metri a Firenze («una decisione che, se confermata, rischia davvero di ridimensionare il futuro e le prospettive del nostro aeroporto»), il sindaco Marco Filippeschi si schiera per i 2.000 metri: «Per noi valgono gli atti e quello che ha detto il presidente Rossi in consiglio regionale il 23 settembre scorso. Comunque chiediamo chiarezza. Il consiglio comunale di Pisa manterrà una posizione molto ferma, chiedendo che siano assicurate le garanzie essenziali che stanno negli atti della Regione e negli impegni del governo, a partire dalla velocizzazione dei collegamenti ferroviari Pisa-Firenze».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
