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«Permessi scaduti e mai controllati fino ad agosto»
C'è un aspetto di questa vicenda che non può non fare riflettere. Nelle memorie difensive prodotte nelle varie fasi dell'iter amministrativo si dice che c'è stato un «comportamento convalidante» da...
C'è un aspetto di questa vicenda che non può non fare riflettere. Nelle memorie difensive prodotte nelle varie fasi dell'iter amministrativo si dice che c'è stato un «comportamento convalidante» da parte dell'amministrazione pubblica che avrebbe, con il rilascio dei decreti di rinnovo, rimosso precedenti vizi. Una tesi, anzi una semplificazione, che la prefettura ha ritenuto non ammissibile. Si parla di armi, di servizi effettuati da persone che hanno circolato armate con il porto d'armi scaduto da mesi. Affermare che le diffuse irregolarità riscontrate sono state causate dal fatto che fino all'agosto scorso nessuno aveva controllato rischia di essere un'arma a doppio taglio: da un lato maggiori controlli, ma dall'altro si finirebbe per sottolineare ancora l'inadeguatezza dell'autonomia gestionale di un istituto, come emerge dal decreto. Il rigore normativo su questa materia non lascia margini di interpretazione, fa notare la prefettura. Si parla della tutela della sicurezza dei cittadini dove non è «possibile qualunque azione acquiescente da parte della pubblica amministrazione». L'istituto ha fatto dell’efficienza e della sicurezza quasi un marchio di immagine. Ora però il rispetto di certe norme si vorrebbe far passare come un'appendice non importante della legalità.
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