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Per l’area pisana l’ipotesi del modello municipi romani

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PISA. Nella nuova logica di area vasta cambierà anche la geografia dei comuni? Lo abbiamo chiesto al consigliere regionale Antonio Mazzeo, che così ha risposto: «Abbiamo iniziato un lavoro di...

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PISA. Nella nuova logica di area vasta cambierà anche la geografia dei comuni? Lo abbiamo chiesto al consigliere regionale Antonio Mazzeo, che così ha risposto: «Abbiamo iniziato un lavoro di riorganizzazione e razionalizzazione della macchina amministrativa che non può prescindere anche da un riassetto istituzionale. E bene ha fatto il sindaco Filippeschi a richiamare anche la necessità di ridurre e unificare le società dei servizi pubblici locali. La Regione, dal canto suo, incentiverà i processi di fusione. Dal 2017 invece l’obiettivo è prevedere l’obbligo di fusioni per le realtà montane sotto i 3.000 abitanti e per le altre sotto 5.000. Questa è una sfida che devono avere il coraggio di porsi anche gli amministratori sul nostro territorio: capisco che significa chiedere un passo indietro a qualcuno, ma è anche così che si misura il valore di ciascuno e l’efficacia del cambiamento». Quindi si va verso il comune unico dell’area pisana? «Il percorso è quello. A una condizione, però: che si realizzi sul modello delle municipalità e non ci sia qualcuno con ambizioni da padrone o di egemonia sulle altre realtà. E analogamente potrebbe essere fatto nel Valdarno tra Castelfranco, Santa Croce, San Miniato e Montopoli».

Anche il deputato Paolo Fontanelli ne ha parlato: «Bene se si accelera. Ma già ora si possono individuare servizi da fare insieme, realizzando economie di scala. Ad esempio, un unico corpo dei vigili urbani, con un solo comandante. E una società unica di riscossione tributi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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