Il Tirreno

Pisa

«L’Unione? Un ente costoso e superato»

di Sabrina Chiellini
«L’Unione? Un ente costoso e superato»

Il sindaco di Peccioli Macelloni lancia l’idea della fusione di tutti i Comuni dell’Alta Valdera

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PONTEDERA. In epoca di fusioni tra Comuni - in Toscana sono 280 e dovrebbero diventare 50 - Renzo Macelloni, sindaco di Peccioli, parte dall'esperienza ultradecennale dei sei Comuni del Parco dell'Alta Valdera, per aprire il dibattito sulla possibile nuova geografia dei Comune della Valdera. Va da sè che se gli amministratori avranno la forza di fare certe scelte, anticipando la Regione, il "disegno" del territorio che si avrà dalla riorganizzazione sarà sicuramente più vicino a quelle che sono le aspettative dei cittadini.

«Credo che siano maturi i tempi per aprire una seria riflessione sull'Unione dei Comuni della Valdera - dice Renzo Macelloni - mi pare che ci siano tutte le condizioni per fare un passo verso il suo superamento. La mia proposta è semplice: facciamo dell'Unione una sorta di conferenza dei sindaci della Valdera e al tempo stesso mettiamo realmente insieme i servizi, pensando ad una riorganizzazione che sia più aderente al territorio. In questo il Parco dell'Alta Valdera (Chianni, Terricciola, Peccioli, Lajatico, Palaia e Capannoli) ha fatto scuola. Sappiamo ormai bene, emerge dai resoconti della Corte dei Conti e del Ministero dell'Interno che le Unioni, per come sono organizzate oggi, rappresentano un aumento di spesa e costituiscono un nuovo ente, con tutte le conseguenze che si possono facilmente immaginare». I costi, insomma, sono tutt'altro che ridotti. «I servizi vanno associati in maniera vera. In fondo l'unico vero servizio associato è quello della polizia municipale nei sei Comuni del Parco perché poi nei singoli Comuni restano i comandanti e tutta una serie di funzioni che di fatto non consentono una vera organizzazione centralizzata». Più di recente anche i sindacati hanno messo gli occhi sull'organizzazione del settore che si occupa delle buste paga dei circa 600 dipendenti dei Comuni dell'Unione. Qualcuno voleva esternalizzare il servizio... «Il fatto è che in questa fase, per come è stata organizzata l'Unione, ci sono nove dipendenti che si occupano delle buste paga e altrettanti nei vari enti locali che si interfacciano con loro. Se invece ci fosse una vera struttura unica, non ci sarebbe tutto questo dispendio di energie e personale».

In Valdera, se sarà attuato il disegno della Regione, dei dodici Comuni che fanno parte dell'Unione ne resterà uno solo.

Macelloni propone di iniziare subito un percorso per arrivare alla fusione dei sei centri del Parco dell'Alta Valdera. L'idea, come spesso accade con gli input lanciati dal sindaco, ha incontrato alcune resistenze, già in occasione dell'elezione del nuovo presidente dell'Unione, Corrado Guidi. «A mio avviso è meglio che siano i cittadini i veri protagonisti di un processo che ormai è iniziato. Sono per avviare il processo di fusione tra questi sei Comuni e non solo: penso eventualmente ad estenderlo anche a Ponsacco», ribadisce Macelloni. I tempi per aprire il dibattito sono quelli giusti. «Diciamoci con franchezza che l'Unione della Valdera è ritenuta da molti sindaci un'esperienza con molti aspetti da rivedere. Ma è anche vero che l'unico argomento che viene proposto è quello del "non possiamo tornare indietro...". Invece proviamo a mettere un punto fermo e a fare un passo in avanti». Non c'è molto da fare: l'Unione potrebbe rinnovarsi in maniera radicale e abbattere i costi così da smentire le relazioni del Ministero e della Corte dei Conti «mettere insieme in maniera concreta i servizi e in una forma che sia definitiva. E questo è già il punto di partenza di una fusione tra i dodici Comuni, cosa che sembra spaventare molti». Oppure, altra ipotesi, allo stato attuale e realistica, l'Unione «potrebbe diventare un coordinamento attraverso un accordo di programma delle politiche ce danno omogeneità e forza alla Valdera. Il passo successivo diventa quello della organizzazione dettagliata dei servizi attraverso gruppi di Comuni che vedono nella fusione il proprio traguardo». A Guidi, presidente dell’Unione, Macelloni suggerisce di «aprire una vera e propria fase costituente attraverso un grande processo di rinnovamento partendo dall'esperienza attuale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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