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«I reati come a Firenze, dotazioni no»
Parla Francini: ma non è un’emergenza furti e rapine sono in diminuzione
PISA. «Pisa non è diversa da altre città. Anzi, ci sono altri centri in cui succedono anche cose peggiori. Certo una cosa si può dire: possiede strutture per la sicurezza calibrate su una realtà medio piccola, ma ha numeri e caratteristiche di una città medio grande. Meriterebbe di più». Per il questore Alberto Francini però non c’è un’emergenza sicurezza in corso. Le ultime rapine, le aggressioni sono fatti contingenti («I numeri dicono che sono in calo»), di certo la città della Torre, ammette, «è un’eccezione».
Questore, ma davvero non c’è un’emergenza?
«No. Ci sono periodi di calma e altri in cui si verificano più reati, ma è normale. Comunque in quasi tutti i casi i malviventi sono stati arrestati».
Tutti insieme in poche ore non fanno pensare a casualità?
«Guardi non possiamo pretendere che Pisa possa essere come Zurigo. E i dati del primo semestre sono in realtà rassicuranti: le rapine sono in forte calo e anche i furti in diminuzione».
Ma non vi servirebbero più poliziotti?
«Io sono un tecnico. Devo garantire la sicurezza pubblica e devo farlo sia che mi diano 100 uomini o 1.000».
Il taglio a Strade sicure è un brutto colpo. Quali contromisure adotterete?
«Proprio domani (oggi, ndr) ne discuteremo nel comitato per la sicurezza pubblica in Prefettura. Da tempo, in questa città, c’è una attenzione costante a questi problemi. Bisognerà riorganizzare i servizi di controllo ma ce la faremo».
Il progetto scadrà a fine dicembre, verrà rinnovato?
«Bisognerà vedere in che forma potrò farlo il Viminale. Nel 2016 ci sarà il Giubileo, verranno aperti gli 8 spot per i migranti. Può darsi che l’attenzione si sposti su altri scenari. Ma è ancora presto per dirlo. Certo, non cercheremo sempre di fare il possibile, ma innegabile: le risorse sono quelle che sono, soprattutto perché Pisa è un po’ un’eccezione».
In che senso?
«Beh è una città con problematiche sovradimensionate rispetto alle sue strutture di sicurezza. Questura, Prefettura, Tribunale sono calibrate su una città medio piccola, in realtà ha caratteristiche di una medio grande. Insomma, abbiamo gli stessi problemi di Firenze e Bologna. In questo ha ragione il sindaco Filippeschi, Pisa meriterebbe una qualificazione e un’importanza diversa. Non è semplicemente una realtà da 90mila residenti, ma un centro metropolitano che attrae milioni di turisti, 55mila studenti, che ha una delle stazioni più importanti del Paese. Merita di più? Sì, è innegabile».
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