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Pisa

Andrea Madonna: «La politica ignora i posti di lavoro»

di Mario Neri
Andrea Madonna: «La politica ignora i posti di lavoro»

PISA. «Nessuno, né a livello aziendale né a livello politico, si è posto il problema di 19 persone che di qui a poco potrebbero dover trovare una nuova collocazione lavorativa. E questo mi indigna»....

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PISA. «Nessuno, né a livello aziendale né a livello politico, si è posto il problema di 19 persone che di qui a poco potrebbero dover trovare una nuova collocazione lavorativa. E questo mi indigna». In realtà, Andrea Madonna, presidente e amministratore della Casa di Cura San Rossore, è anche arrabbiato e preoccupato. Sulla sua scrivania, al primo piano dell’edificio di via delle Cascine, c’è l’ordinanza con cui il giudice del lavoro ha bocciato il ricorso di alcuni medici e primari di Cisanello che chiedevano di poter tornare a svolgere nella clinica dei vip la libera professione.

Perché è così arrabbiato, l’ordinanza nega la sospensiva del provvedimento con cui l’Aoup da inizio luglio ha imposto il controesodo, ma i medici poassono fare ricorso nel merito.

«Sì, probabilmente lo faranno. Ma a me dispiace vedere che, sebbene non facesse parte del ricorso, la Casa di Cura viene citata come un attore determinante. La sede più appropriata per risolvere il caso - scrive il giudice - è quella amministrativa, “a tutti i livelli, delle relazioni sindacali col coinvolgimento anche della Casa di Cura”. Ecco, né la politica né l’azienda ospedaliera si sono poste il problema dei posti di lavoro».

Perché avrebbero dovuto? La clinica è privata, e si parla di intramoenia, di visite e interventi a pagamento...

«Perché finché fa comodo, ad esempio per la radioterapia più avanzata di Italia, gli accordi con noi possono proseguire. Ma sull’intramoenia no, nessuno si chiede se la collaborazione fra pubblico e privato risponda anche ad esigenze sociali».

Quali scusi?

«È indubbio che l’Aoup non si in grado di garantire, come prevede la legge, una separazione fra il percorso pubblico di assistenza e percorso privati. È l’azienda stessa ad ammetterlo: per la libera professione si è messo a disposizione una stanza all’interno del reparto. Così un malato che paga un onorario per essere curato e uno che si avvale della sanità pubblica si troveranno nella stessa corsia e a perderci è il pubblico, perché viene privato di un posto letto. Così non si rispetta la legge. Se domani l’ospedale investisse per costruire una palazzina apposita, come successo a Firenze, allora tutto quello che dico non varrà più niente, per ora però...».

Senta, ma non è che teme per la tenuta economica della sua clinica e utilizza i posti di lavoro come un’arma di ricatto?

«Non scherziamo. Io mi sono reso disponibile ad attuare i contratti di solidarietà su proposta dei sindacati perché mi sembra doveroso. Ma se i sindacati avessero ricevuto rassicurazioni sulla riassunzione dei 19 operatori sanitari, a ragione, non mi sarebbero stati alleati. Ma visto che guadagna 400 ricoveri all’anno, perché l’Aoup non assume?».

Ecco, quanto perderà senza i medici di Cisanello?

«Circa 3 milioni, ma su un fatturato che lo scorso anno è stato di 13,5 milioni e che quest’anno è in crescita. Io finora, in nome della sinergia fra pubblico e privato che ritengo strategica, mi muovevo con cautela...»

Che significa?

«Significa che non vivo con il pubblico. Questa clinica esiste dal 1968, è sempre vissuta e continuerà a vivere sulle proprie gambe. Ho già preso contatti con un team di chirurghi italiani e americani del Memorial Sloan Kettering Cancer Center, un policlinico negli Stati Uniti. Fra poco Takanori Fukushima, che finora qui faceva consulenze, prenderà l’autorizzazione e potrà operare. Fra poco comprerò nuove macchine per la dignostica per immagini all’avanguardia. Da poco abbiamo acquistato una risonanza magnetica di ultima generazione, sulla radioterapia abbiamo investito 5 milioni. E su tutto questo ci guadagnava l’Aoup, sa?»

In che senso?

«Che il 45% della radioterapia finisce nelle loro casse, e prima dello stop del giudice anche il 22% degli onorari dei medici. Senza spendere nulla. Ora invece Cisanello dovrà sostenere dei costi. La mia convinzione è che nessuno avrebbe voluto rompere con noi. Semplicemente la politica è rimasta a guardare. Se ci ripensano noi siamo qui, ma per ora non mi lasciano scelta: se prima ero un partner, ora diventerò un competitor».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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