Il Tirreno

Pisa

Sviluppo Navicelli «Il Comune accettò garanzie “fantasma”»

di Danilo Renzullo
Sviluppo Navicelli «Il Comune accettò garanzie “fantasma”»

La denuncia del gruppo consiliare Una città in Comune Prc La risposta dell’Amministrazione: riavremo quei soldi

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PISA. «Le fideiussioni della Sviluppo Navicelli sono carta straccia e il Comune di Pisa non incasserà nemmeno un centesimo dei milioni di euro che la società deve all’amministrazione per le opere mai realizzate nella zona dei Navicelli».

Queste l’accusa e la preoccupazione del gruppo consiliare di Una città in comune-Prc che ha ricostruito “l’iter” delle due fideiussioni (una da 2,484 milioni di euro, l’altra da 2,149 milioni di euro poi rinnovata a 2,266 milioni di euro nel 2012 per coprire i costi per lo spostamento del centro di raccolta a seguito della variante Ikea approvata dal consiglio comunale) emesse dalla “Union Credit Finanziaria spa” e che nel febbraio 2009 la Sviluppo Navicelli ha depositato a garanzia delle opere da realizzare nell’area dei Navicelli. «Carta straccia», secondo la lista civica, in quanto la società finanziaria che ha firmato le garanzie, da luglio 2009 in liquidazione, ha cessato ogni attività il 31 maggio 2013. Da quanto ricostruito dal gruppo consiliare, la «Union Credit, il 19 dicembre del 2008 è stata inoltre cancellata dalla Banca d’Italia dall’elenco delle imprese abilitate al rilascio di cauzione per gli appalti pubblici». Le fideiussioni consegnate al Comune risalgono però al febbraio 2009.

«La Sviluppo Navicelli avrebbe quindi presentato fideiussioni “tossiche” rilasciate da un soggetto non più abilitato?», si chiede Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc.«Il Comune ha accettato fideiussioni da una società che non poteva emetterle? - prosegue il consigliere comunale -. E come è stato possibile che nel 2012 il Comune ha rinnovato ed esteso una delle due fideiussioni di una società in liquidazione dal 2009? E perché la Sviluppo Navicelli non ha comunicato al Comune la cessazione dell’attività della società garante? Solo a gennaio 2015 ha scritto alla Union Credit Finanziaria per escutere le fideiussioni e nell’aprile 2015, 40 giorni prima della notizia del fallimento della Sviluppo Navicelli, scrive all’amministratore unico della Sviluppo Navicelli ponendo il problema delle fideiussioni e chiedendo di inviare nuove polizze fideiussorie in sostituzione di quelle della Union Credit, alla quale invia una nuova lettera nel giugno 2015: ma la raccomandata inviata alla società non viene recapitata in quanto il destinatario risulta «sconosciuto». «Come è possibile che in questi anni non è stata fatta alcuna verifica?» si chiede Marco Ricci, consigliere comunale di Una città in comune-Prc. «Siamo davanti a responsabilità politiche ed amministrative pesantissime da parte di chi guida l’amministrazione della città», conclude.

Pronta la replica del Comune. «Il tribunale di Pisa riconosce, con sentenza del 15 ottobre 2015, il Comune come creditore nei confronti della Sviluppo Navicelli, fallita nel 2015 – dice un comunicato – Il Comune è creditore riconosciuto di 2.800.000 di euro per mancata realizzazione di una parte di opere. Due anni prima del fallimento di Sviluppo Navicelli ha cessato l'attività l'agenzia presso cui erano appoggiate le fideiussioni a garanzia. Sviluppo Navicelli aveva tempo fino al 2017 per realizzare le opere in questione; il fallimento della società ha fatto il resto. Comunque il Comune di Pisa è convinto di poter rientrare o con i crediti dal fallimento o con chi eventualmente dovesse subentrare alla società fallita. Il soggetto che acquisirà le aree di Sviluppo Navicelli tramite la procedura fallimentare per poter ottenere i permessi a costruire dovrà o versare i crediti che vanta il Comune o realizzare le opere incomplete».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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