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Schianto sulla Firenze-Mare «Siamo vivi per miracolo»
Tre fratelli illesi dopo un pauroso incidente in autostrada a Capannori due di loro giocano nella squadra di calcio a cinque del Cus Pisa in serie B
VIAREGGIO. Vivi per miracolo. Per Emanuele, Luca e Michael Roggio - tre fratelli viareggini residenti al Campo d'Aviazione - quella che in molti casi è una frase fatta (e spesso abusata) si è rivelata più che mai un modo di dire aderente alla realtà. Perché uno può credere ad un miracolo oppure virare per un più laico colpo di fortuna, ma essere usciti completamente illesi dal pauroso incidente di cui sono stati protagonisti lo scorso fine settimana sull’autostrada Firenze-Mare all'altezza dell'uscita di Capannori ha certamente dello straordinario. Se poi si aggiunge che proprio nel momento in cui i tre fratelli si sono capottati per ben due volte in autostrada, il padre e la madre erano in pullman nel viaggio di rientro da un pellegrinaggio a Medjugorje con la parrocchia di Santa Rita, ecco che anche l'aspetto religioso assume un suo rilievo. «Credo proprio che qualcuno, lassù, ci abbia voluto bene», racconta Luca, che al momento della paurosa carambola si trovava alla guida.
Tutto è successo venerdì sera intorno alle 18,30. I tre fratelli Roggio - Emanuele, 28 anni, Luca, 25 anni, e Michael, 20 anni, questi ultimi anche giocatori di calcio a cinque nel Cus Pisa (serie B nazionale) - stavano rientrando da Firenze dopo una giornata di intenso lavoro. Soci tutti e tre di una ditta di servizi a carattere familiare fondata proprio quest'anno - la Family Service di Viareggio - erano infatti al loro primo vero lavoro fuori sede. E così sono usciti intorno alle 5,30 dalla casa dove abitano insieme a due passi dalla chiesa di Santa Rita ed hanno preso la macchina per raggiungere la casa che devono imbiancare e di cui ristrutturare gli infissi. Finalmente conclusa la giornata, alle 17,30 sono nuovamente saliti sulla loro Toyota bianca alla volta di Viareggio. Alla guida si è messo Luca, il fratello mediano, mentre Emanuele si è accomodato al suo fianco mentre Michael si è piazzato sul sedile posteriore.
Imboccata la Firenze-Mare in direzione di Viareggio, hanno percorso una sessantina di chilometri senza problemi. Poi, arrivati all'uscita di Capannori, l'episodio che poteva trasformarsi in tragedia. Mentre stava sorpassando un camion, Luca ha avuto il classico colpo di sonno. Un attimo che gli ha fatto perdere il controllo del mezzo. La macchina, che si trovava sulla corsia di sorpasso e che viaggiava intorno a 130 chilometri orari, ha così virato bruscamente a destra ed è andata ad urtare lo pneumatico posteriore sinistro del camion. Nell'impatto il paraurti della Toyota bianca si è incastrato nella ruota e la macchina è schizzata sulla parte sinistra, andando a sbattere contro il new jersey in cemento che divide le due carreggiate dell'autostrada. Proprio il new jersey ha come fatto da rampa di lancio per la vettura che si è capottata per due volte su se stessa prima di fermarsi rovesciata sul tettino proprio in mezzo alla carreggiata, col rischio che le macchine che stavano arrivando le piombassero addosso. Non solo. Il pedale dell'acceleratore dell'auto, alimentata con bombole di Gpl, nello scontro è rimasto incastrato e la macchina ha cominciato ad accelerare come impazzita.
Difficile, in questa incredibile serie di circostanze sfavorevoli, immaginare un lieto fine della storia. E invece i tre fratelli sono riusciti ad uscire da soli dall'automobile fuggendo dallo sportello del guidatore e a mettersi in salvo. Senza che nessuno dei tre - né tantomeno il camionista coinvolto - si fosse fatto nulla (le uniche leggere ferite al volto se le è provocate Michael sbattendo contro il poggiatesta del sedile di Luca). Perciò quando i tre fratelli sono stati trasportati per precauzione in ambulanza all'ospedale di Lucca per gli accertamenti di routine, sono stati dimessi nel giro di poche ore e sono potuti rientrare a casa.
Le uniche vere conseguenze le ha così avute la Toyota su cui si trovavano i tre fratelli: ne resta ormai poco più di un ammasso di lamiere accartocciate.
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