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Regolamento acustico ancora nel cassetto

Regolamento acustico ancora nel cassetto

L’assessore all’ambiente Sanzo: «Difficilissimo mettere d’accordo i gestori di locali con i residenti»

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PISA. Profonda delusione da parte dei comitati dei residenti per il regolamento acustico di cui si sono perse le tracce in prima commissione. «Ci stiamo lavorando ma è difficilissimo mettere d’accordo i gestori di bar e locali con i residenti, e comunque anche il miglior regolamento è nullo se non ci sono i controlli», dice Salvatore Sanzo, assessore all’ambiente. Con la sua solita schiettezza, Sanzo dice le cose come stanno. «Non penso che un regolamento acustico sia la soluzione di tutti i problemi dei residenti del centro storico». Ma sui social la delusione dei residenti è alta. «Siamo ormai giunti a novembre e, come avevamo previsto, del regolamento sul rumore, in discussione alla 1ª commissione consiliare, se ne sono perse le tracce e non si sa quando e se arriverà in consiglio comunale», si sfogano.

Ripercorriamo gli eventi. Il 20 febbraio la commissione aveva richiesto nuovamente i pareri di Arpat ed Asl. Pareri che erano già in loro possesso e che erano fortemente critici verso la bozza di regolamento. Il comitato Mezzogiorno, con gli altri comitati, aveva già fatto pervenire all’assessore ed alla commissione le osservazioni, che sono state però ignorate. Il 1° luglio la commissione discute il testo presentando i “nuovi” pareri negativi di Asl e Arpat. L’8 luglio avrebbe dovuto approvare il testo del regolamento, ma salta per impossibilità di Sanzo.

«Non posso ancora dare una data - dice ora l’assessore - ma ho incontrato i comitati e dobbiamo trovare un testo che tenga conto anche del fatto che Pisa è una città universitaria e non può essere trasformata in un mortorio: vi assicuro che Firenze ha le stesse problematiche, comprese quelle dei rifiuti». Pisa era universitaria anche prima del 2009 quando partirono le liberalizzazioni delle licenze per locali notturni con tutto il fenomeno conseguente di rumori fino all’alba. «Pisa negli ultimi dieci anni è cambiata - dice Sanzo - ed è vero che il regolamento acustico manca da 20 anni e quindi gli starò dietro, ma manca dal 2004 il piano di classificazione acustica che è di competenza degli uffici urbanistici». Insomma, le speranze dei residenti di vedersi tutelati sembra lontano dall’essere esaudito. «L’inquinamento acustico che si ha nel centro storico - dicono dai comitati - è dovuto alle persone che a centinaia stanno nelle viuzze fino all’alba a bere. Il rumore, proprio per l’architettura del centro storico, si amplifica come in una galleria andando verso i piani alti delle case». In realtà, Firenze e Bologna hanno già ordinanze che regolano l’inquinamento acustico.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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