Il presidio
«Non riusciamo nemmeno a pulire»
Gli addetti comunali: c’è gente in giro fino alla cinque di mattino
PISA. Chissà se a Mantova (capitale della cultura italiana a dispetto di Pisa), i cittadini del centro storico sono costretti ad apporre cartelli che invitato ad urinare altrove. Siamo a 20 metri da Borgo Stretto, ma soprattutto siamo sotto l’unico vero esempio di casa torre ben conservata in città. E d’estate i turisti ci vengono portati con tanto di guida che decanta la nobiltà e l’efficacia di una simile architettura.
Chi ci vive invece (nei vicoli Vernagalli e degli Orafi) di fronte ha il monumento all’inerzia e alla negligenza di più amministrazioni comunali, l’ex Mattonaia che da 20 anni aspetta ormai non si sa più neppure cosa.
I residenti si sono armati di fogli e colla ed hanno affisso cartelli che “invitano” gli avventori dei locali a rispettare il decoro e la dignità di chi vive in quella zona.
Abbiamo riscontrato poi anche la presenza di decine di bottiglie e bicchieri di plastica che galleggiano su un grossa pozza nauseabonda. Il 23 settembre, Il Tirreno pubblicava un verbale della Asl in cui si parlava di rischio contagio di leptospirosi, salmonellosi e altre malattie per residenti e passanti nell’area limitrofa alla Mattonaia. Fu una sorta di “allarme bomba sanitaria” proprio vicino alle boutique di Borgo Stretto che vendono borse di Prada e Armani. Basta girare l’angolo e dalla griffe si passa all’olezzo e alla “monnezza”.
Chissà poi se i mantovani alle 8 di domenica si trovano a dover prendere i figli in braccio per evitare che diventino fachiri prima del tempo. La scorsa domenica infatti piazza Sant’Omobono era ridotta ad un tappeto di bottiglie di vetro e plastica, ed altre immondizie che sembravano “grandinate” in terra dal cielo.
In realtà è l’obolo nauseabondo e becero che la città paga alla movida. Piazza Sant’Omobono per la seconda domenica in un mese infatti si è risvegliata soffocata dalla “monnezza” della movida.
«Non riusciamo a pulire - dicono alcuni operatori dell’Avr - fino alle cinque di mattina c’è gente ed oltrettutto ci offendono se gli andiamo troppo vicino con le ramazze».
Proseguendo nelle segnalazioni, sono state inviate al Tirreno le foto dei soliti asiatici che “spacciano” alcol fino all’alba in piazza dei Cavalieri e tante foto degli stessi che parcheggiano bellamente le biciclette al portone ed ai marmi della chiesa dei Cavalieri.
Oltre alle foto ci sono sui social network molti video che forse non interessano granché a polizia, carabinieri e vigili urbani.
I carrelli della Coop usati dagli asiatici per la loro mercanzia sono spariti da vicolo Santa Margerita dove erano legati ad un palo, mentre ora sono “liberi”, cioè abbandonati in Borgo Stretto. Cosa questa pericolosa visto che comunque Borgo è transitabile dalle biciclette. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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