Il presidio
La minaccia con un coltello: in manette
Magrebino bloccato dopo un’aggressione ad una ragazza. Fermato da polizia e paracadutisti
PISA. L’ha minacciata con un coltello e la inseguita lungo viale Gramsci. Lei ha gridato e chiesto aiuto, alla fine è riuscita a farlo arrestare.
È successo martedì sera alla stazione. In manette è finito un tunisino di 42 anni, Mohamed Talbi, residente a Livorno.
Un uomo arrestato da polizia e militari dell'Esercito dopo un inseguimento a piedi e aver ingaggiato con loro una rissa.
Succede tutto in pochi minuti. Viale Gramsci, sotto le logge. Una pattuglia della polizia in servizio di vigilanza in zona stazione viene contatta da una ragazza che riferisce che qualche istante prima in era stata minacciata da un uomo.
«Mi ha puntato addosso un coltello - racconta la giovane, una ventenne italiana - Ho cominciato ad urlare ed è scappato verso via Mascagni, fermatelo è un pazzo, mi ha aggredita».
Sul posto interviene subito sia la pattuglia della Polizia e il nucleo dei militari dell’operazione Strade sicure presenti in zona stazione, una squadra del paracadutisti.
Immediatamente agenti e militari, attraverso alcune testimonianze, riescono a localizzare l'uomo che nel frattempo si è dato alla fuga a piedi. Per strada gli agenti trovano anche il coltello, poi lo raggiungono.
Il malvivente viene inseguito fino in via Battisti. Lì si ferma, è un tipo corpulento, robusto, ha il fiato corto. Non può proseguire.
Così, raggiunto da poliziotti e militari, ingaggia con loro una rissa. Prova a tirare pugni, calci, inveisce contro gli agenti e i parà, li offende, urla, si dibatte.
Alla fine però le forze dell’ordine riescono a bloccarlo ed ad arrestarlo. Mohamed Talbi, 42 anni, tunisino residente a Livorno, viene dichiarato in arresto per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, nonché minaccia aggravata nei confronti della donna che ha sporto denuncia.
Secondo le indagini della Polizia l’uomo non sarebbe nuovo a simili comportamenti e sono in corso indagini per verificare se lo stesso sia responsabile di altri episodi di minaccia o ferimenti.
(m.n.)
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