Il Tirreno

Pisa

Guardie di città Licenza sospesa per trenta giorni

di Sabrina Chiellini
Guardie di città Licenza sospesa per trenta giorni

Il provvedimento, legato al fatto di sangue al Palabingo di Navacchio, parte dall’11 novembre

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CASCINA. Il provvedimento era nell’aria da tempo e ieri la prefettura di Pisa lo ha notificato all’istituto di vigilanza privata Corpo Guardie di città di Pisa, rimasto coinvolto nel grave fatto di sangue avvenuto al Palabingo di Navacchio a metà agosto. Il prefetto di Pisa, Attilio Visconti, dopo un attento esame della relazione prodotta dalla Questura al termine del controllo amministrativo eseguito nell’istituto, ha deciso di sospendere per un mese la licenza all’istituto a partire dall’11 novembre. Disposta anche una multa di 40mila euro. Il provvedimento è stato notificato all’azienda, ieri mattina. Fa riferimento a diffuse irregolarità che riguardano complessivamente ben 16 guardie giurate, oltre allo stesso responsabile dell’istituto, Mariano Bizzarri, al quale resta solo la possibilità di tentare un ricorso al Tar. In ogni caso sembra di capire che la “sanzione” vada nella direzione di lasciare uno spiraglio operativo all’istituto che ha un certo margine di tempo per organizzare i servizi - ha contratti importanti in più settori, compreso all’aeroporto di Pisa - e al tempo stesso per salvaguardare i posti di lavoro. L’ispezione, svolta nel mese di agosto alla presenza anche dei carabinieri, della guardia di finanza e dell’ispettorato del lavoro, aveva messo in evidenza «un’incapacità gestione da parte del titolare dell’istituto facendo venire meno - secondo quanto aveva concluso la Questura di Pisa - il presupposto della capacità tecnica necessaria per gestire un istituto di vigilanza». Lo spettro dei licenziamenti e la volontà di tutelare i posti di lavoro delle guardie giurate hanno portato, dopo l’avvio del procedimento amministrativo, a valutare la sanzione da applicare in maniera congrua e al tempo stesso corrispondente alla gravità delle irregolarità emerse. Il punto di partenza resta quanto avvenuto la notte del 13 agosto scorso. Il vigilante dell'istituto "Corpo guardie di città" di Pisa, Davide Giuliani, 46 anni, di Montecalvoli, che si era improvvisato rapinatore sentendosi schiacciato dai problemi economici, è stato ucciso dal collega, Simone Paolini, 37 anni, di Pisa. Quest'ultimo si trova sotto inchiesta per omicidio preterintenzionale. Ai carabinieri ha raccontato di avere sparato per difendersi e la sua versione ha trovato riscontri oggettivi nelle indagini richieste dalla Procura. Il racconto di Paolini, sentito dal magistrato che segue l'inchiesta, Antonio Giaconi, già il giorno successivo alla tragedia, è piuttosto chiaro. Il vigilante ha detto di avere sparato all'uomo mentre si trovava alla guida. I due colpi esplosi hanno mandato in frantumi il vetro del finestrino accanto al posto del conducente. Successivamente c'è stata una colluttazione tra la vittima, ormai ferita, e il metronotte che voleva difendere a tutti i costi i seimila euro che aveva appena ritirato dal Palabingo. È stato in questi drammatici momenti che Paolini è riuscito a strappare il casco dal rapinatore che ha agito completamente travisato. I due si sono riconosciuti: troppo tardi per cambiare il corso degli eventi. Le verifiche amministrative successive alla tragedia hanno portato alla luce una serie di irregolarità nella gestione dell'istituto di vigilanza. Paolini non era in regola con la licenza di guardia giurata, l’istituto aveva trattenuto illecitamente i titoli di polizia della vittima (sono personali e doveva esserne data comunicazione alla Questura), il comandante stesso delle guardie aveva svolto per mesi servizio di vigilanza con il porto d’armi scaduto, così come era scaduto quello di Paolini e di un altro vigilante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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