Il Tirreno

Pisa

Affiorano i resti di una chiesa

Dagli scavi per i cassonetti interrati emerge parte della struttura di San Lorenzo in Pellicceria

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PIS. Dai lavori affiora un pezzo di passato. È accaduto nei cantieri che, in questi giorni, stanno predisponendo la città ad accogliere i cassonetti per la raccolta dei rifiuti, interrati.

Lo comunica l’amministrazione comunale con un documento con il quale spiega che il ritrovamento di valore archeologico è affiorato «nel proseguimento delle istallazioni dei cassonetti interrati. Le operazioni di scavo, effettuate da Pisamo, hanno raggiunto via Roma-angolo via Volta dove era stata previsto, in accordo Comune , Pisamo e Soprintendenza, il posizionamento dell'isola ecologica n. 2».

Mentre Pisamo effettuava lo scavo, alla presenza di tre archeologi con la super visione della dottoressa Rizzitelli della Soprintendenza, sono venuti alla luce la facciata di un edificio religioso costruito in blocchi di pietra calcarea con un ampio portale con stipiti monolitici.

«Le fonti documentarie – dottolinea ancora il Comune di Pisa – hanno consentito di riconoscere la chiesa di San Lorenzo in Pellicceria fondata nel 1193 e di cui si era persa ogni traccia. Infatti, la chiesa, sconsacrata nella seconda metà del 1500 fu distrutta e la sua facciata inglobata nel muro di cinta dell'Orto Botanico».

Nei secoli, quel muro, da sempre intonacato, aveva nascosto la presenza della chiesa di cui si era persa ogni memoria, e che ora torna alla luce scavando sotto il livello dell'attuale marciapiedi.

Lo spazio antistante la facciata della chiesa denota la presenza di un sagrato in laterizio, che si affaccia su una strada in ciottoli e pietre di piccole e medie dimensioni.

Mentre continuano le analisi della Soprintendenza, il Comune ha indetto per questa mattina una riunione con i vertici della Pisamo, con gli esperti dell’Università e con i dirigenti della Soprintendenza. la riunione servirà soprattutto per individuare una nuova posizione nella quale dovranno essere collocati i cassonetti interrati che dovranno servire a raccogliere i rifiuti prodotti dai cittadini e dalle attività produttive di quell’area di città.

«Intanto – spiega ancora il documento diramato dall’amministrazione comunale – stiamo valutando quali modalità si potranno adottare per rendere fruibili i resti della chiesa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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