Il presidio
Segnalazione all’Anticorruzione
È firmata da cinque consiglieri comunale e riguarda il palazzo ex Telecom
PISA. I membri della prima commissione di controllo e garanzia del consiglio comunale, Ciccio Auletta, Simonetta Ghezzani, Stefano Landucci, Raffaele Latrofa ed Elisabetta Zuccaro, hanno inviato all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, una segnalazione relativa alla procedura di vendita del palazzo ex Telecom di piazza Facchini. L’edificio è sul mercato da alcuni mesi ed è stato oggetto di due procedure di gara, di cui l’ultima in ordine cronologico scadrà il 13 novembre. Il primo tentativo di vendita è fallito perché l’unica offerta arrivata è stata giudicata dal dirigente “non congrua”. Inoltre, mancavano “termini di confronto”, non essendoci state altre offerte. In quell’occasione la Fondazione Pisa aveva messo sul piatto 5,2 milioni di euro contro la base d’asta proposta dal Comune di 6,2 milioni di euro. L’offerta corrispondeva al 16% in meno rispetto alla richiesta di Palazzo Gambacorti, ma era in linea con i requisiti del bando che prevedeva la possibilità di un ribasso massimo del 20%. «Inoltre – ha precisato il consigliere Ciccio Auletta – il bando precisava che era possibile procedere alla vendita dell’immobile anche se, come è accaduto, fosse arrivata un’unica offerta. Ma l’offerta è stata rifiutata. Un altro motivo per cui si è reso necessario il secondo bando – ha aggiunto Auletta – è perché, su ammissione del dirigente, il primo ha avuto una finestra temporale ridotta anche se regolare, 20 giorni, per permettere agli interessati all’acquisto tutte le valutazioni». Il secondo bando, quello ancora attivo, invece prevede un ribasso massimo del 3%: «Come si fa, in un momento di crisi del mercato immobiliare – ha detto il consigliere Raffaele Latrofa – a mettere sul mercato un immobile con un ribasso del 20% e dopo neanche un mese ridurre il ribasso al 3%? Chi è l’acquirente che ha voglia di spendere, dopo un mese, un milione di euro in più per lo stesso immobile? Sarebbe stato più logico se il ribasso del 3% fosse stato previsto nel primo bando e quello del 20% nel secondo».Le consigliere Zuccaro e Ghezzani hanno ricordato che gli uffici del Comune ospitati nell’ex palazzo Telecom hanno traslocato in tutta fretta altrove «in base a stime di costo delle varie fasi dell’operazione a fronte di una copertura economico-finanziaria incerta».
Valentina Villa
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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