Il presidio
Presidio di protesta contro la legge di riforma
Dipendenti della Provincia in presidio. A Pisa anche da Livorno, Lucca, Arezzo Firenze e Massa Carrara. «Protezione civile e polizia rischiano di sparire»
PISA. Dalle criticità nazionali a quelle locali, passando dalla riforma regionale che decide il futuro di migliaia di lavoratori. I dipendenti della Provincia di Pisa scendono in piazza per contestare il processo di riorganizzazione dell’ente. Dopo un’assemblea del personale indetta da Cgil, Cisl, Uil e dalla Rsu, circa ottanta lavoratori si sono riuniti in presidio davanti alla sede dell’ente di piazza Vittorio, in concomitanza con la seduta straordinaria del consiglio regionale dedicata alla legge che determinerà il trasferimento del personale e delle funzioni delle Province agli altri enti locali.
«La Regione ha dimenticato di inserire nella riforma una serie di servizi fondamentali – sottolinea la Rsu –: cultura, protezione civile e polizia provinciale rischiano di sparire e con essi anche i lavoratori».
In piazza anche delegazioni di dipendenti provinciali provenienti da Livorno, Lucca, Massa Carrara, Firenze e Arezzo, che hanno raggiunto la città della Torre per esprimere solidarietà e sostegno ai colleghi pisani, da alcune settimane sul piede di guerra per il taglio di circa 250.000 euro dal fondo per il salario accessorio, che provocherà il dimezzamento del contratto integrativo dei lavoratori (da 2.000 a 1.000 euro lordi annui).
«Anche dal prefetto (dove le parti si sono incontrate qualche giorno fa per cercare invano una possibile soluzione, ndr) l’amministrazione provinciale ha confermato la volontà di tagliare i salari – prosegue la rappresentanza sindacale – ma solo quelli dei dipendenti ordinari, lasciando invariati quelli dei dirigenti e dei funzionari e aumentando il premio di risultato del segretario generale».
Al termine di una lunga e accesa discussione, l’assemblea ha approvato all’unanimità un nuovo percorso di mobilitazione che punterà soprattutto ad informare e sensibilizzare la cittadinanza sulle possibili conseguenze che il taglio di servizi e personale può arrecare alla popolazione. Tre, in particolare, i settori sui quali si concentreranno le prossime iniziative: scuola, viabilità e polizia provinciale. «Chiediamo la salvaguardia dei servizi al cittadino – conclude la rappresentanza sindacale – la valorizzazione delle competenze professionali e il rispetto delle regole nelle relazioni sindacali».
Danilo Renzullo
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