Il Tirreno

Pisa

Luminara, riparte la candidatura alla lista dell’Unesco

di Daniele Benvenuti
Luminara, riparte la candidatura alla lista dell’Unesco

Altra corsa dopo la sconfitta con la pizza. E l’Italia rischia la beffa: la commissione ha bloccato il progetto napoletano

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. La Luminara non si arrende e rilancia la sua sfida per la candidatura italiana del 2017 per l’ingresso nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco. Incassata la sconfitta del marzo scorso, quando la commissione italiana decise al fotofinish di indicare la pizza napoletana o per meglio dire “l’arte dei pizzaiuoli napoletani” come candidata 2016, Palazzo Gambacorti non si è arreso e sta già affilando le armi in vista del 2017.

Una sfida che la nostra Luminara, questa volta, conta di affrontare con il ruolo di favorita e forte del sostegno del ministero dei Beni culturali che aveva scelto Pisa già nel marzo scorso. Poi, complice sicuramente l’effetto Expo Milano, la spuntò il ministero dell’Agricoltura che sosteneva Napoli con la scelta di mandare a Parigi uno dei simboli gastronomici e non solo dell’Italia nel mondo. Scelta sicuramente forzata, tanto è vero che sembra che la pizza non abbia superato il severissimo vaglio della commissione internazionale Unesco. Quindi, al danno per Pisa, si aggiunge la beffa dell’Italia che potrebbe non avere alcuna candidata per il 2016.

Da qui le speranze forti per la Luminara in ottica 2017: visto come è andato con la pizza, è difficile pensare che la possa spuntare un altro bene simbolico ed a questo punto Pisa può far valere la forza del suo progetto culturale. «La nostra Luminara rimane al primo posto per quanto riguarda il ministero dei Beni culturali - spiega l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi - e crediamo che nel 2016 Unesco Italia possa a questo punto indirizzarsi su una manifestazione come la nostra. L’importante è stato quello di aver messo dietro altre rievocazioni, a cominciare dalla festa di Sant’Efisio di Cagliari. La forza della Luminara sta sicuramente in un progetto integrato che abbiamo previsto, collegandola con la Piazza dei Miracoli già patrimonio Unesco. Per questo - conclude l’assessore - stiamo lavorando per l’edizione 2016 in modo da creare una illuminazione che dai lungarni porti alla Torre attraverso altri luoghi simbolo della nostra città come piazza dei Cavalieri e via Santa Maria. Comunque scriverò al presidente di Unesco Italia Giovanni Puglisi per capire come stanno le cose sulla questione della pizza e della candidatura 2016».

La Luminara, in vernacolo pisano “Luminaria”, affonda le radici nel 1337 in una sorta, allora, di adorazione del santo (Ranieri degli Scacceri, 1118-1161, eremita pisano venerato Santo). La prima data ufficiale della Luminara è il 25 marzo del 1688 quando nella cappella del Duomo di Pisa, intitolata all’Incoronata, venne solennemente collocata l’urna contenente il corpo di Ranieri degli Scacceri. Cosimo III dei Medici aveva voluto che l’antica urna contenente la reliquia fosse sostituita con una più moderna e fastosa. La traslazione dell’urna fu l’occasione per una memorabile festa cittadina durante la quale la città venne illuminata dai ceri per consentire il passaggio della processione: da qui deriverebbe il nome “Illuminazione”, successivamente diventato Luminara.

Nel corso del 1700 divenne una vera e propria “decorazione luminosa” che abbelliva palazzi e edifici e che spesso diventava strumento di creatività, tanto da creare figure e architetture che si allontanavano dalle forme originali dei palazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web