Capitale della cultura Pisa rimane al palo
La spunta Mantova che si aggiudica anche un premio di un milione di euro Le altre nove candidate in lizza per il 2017: a gennaio il nuovo verdetto
PISA. Non si può dire che Pisa non ci abbia sperato. Anche se in realtà sembrava in pole position Ercolano. Ma poi quelle voci sin dal mattino di ieri sullo sprint vincente di Mantova non lasciavano grandi possibilità. E così la città di Virgilio si è presa lo scettro di Capitale italiana della cultura 2016. Ad annunciarlo, al termine dei lavori della giuria di selezione, il presidente della commissione Marco Cammelli, in una conferenza stampa con il ministro dei Beni culturali e del turismo Dario Franceschini.
La concorrenza. La città lombarda soffia dunque il titolo alle altre candidate, tra cui due città toscane. La rosa delle dieci finaliste comprendeva infatti Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Oltre allo scettro di capitale, alla vincitrice anche un premio pari a un milione di euro per realizzare il progetto presentato e l’esclusione delle risorse investite dai vincoli del patto di stabilità.
I commenti. «Ha vinto Mantova, una bellissima città d’arte che di sicuro ha visto premiato un progetto valido. Il nostro progetto credo sia stato ben valutato ed è comunque un bell’investimento di idee, con un tema, quello della navigazione, che già coltiviamo e che svilupperemo, in senso storico e contemporaneo», commenta il sindaco Marco Filippeschi, che aggiunge: «Ringrazio quanti hanno contribuito. In particolare le altre istituzioni e le associazioni culturali che si sono mobilitate portando proposte creative e concrete». L’assessore alla cultura Andrea Ferrante: «La nomina va a una città sicuramente molto titolata. Sapevamo di avere concorrenti di valore e sappiamo di non aver demeritato. Il progetto presentato resta un patrimonio importante, costruito coralmente dalle istituzioni e dalle associazioni cittadine. A loro va un ringraziamento forte e sentito. Ora dobbiamo andare avanti sulla rotta tracciata, per valorizzare il lavoro fatto. La partecipazione della città resta il nostro valore più grande».
Nuova corsa. Suona un po’ strano che in queste dichiarazioni non ci sia alcun riferimento al fatto che per una contesa che si chiude un’altra si riapre. Infatti, com’è stato spiegato da Franceschini e Cammelli, riparte ora una nuova corsa. In palio il titolo di Capitale italiana della cultura 2017, con le stesse caratteristiche e premi. Non ci sarà alcuna riapertura di bandi, più semplicemente la commissione sceglierà la nuova vincitrice tra le nove città rimaste, quelle che ieri non hanno potuto far altro che masticare amaro ed applaudire Mantova. Il verdetto, previsto per metà dicembre, slitterà a gennaio. Sembra ovvio che la commissione non ricominci ora a guardare da capo i progetti presentati, ma che in tasca abbia già una vincitrice designata. O quasi.
La navigazione. Il progetto presentato da Pisa gira attorno al concetto di navigazione per legare passato e futuro. Il passato è quello glorioso della Repubblica Marinara. Il presente, ad esempio, è quello dell’inaugurazione dei restaurati arsenali a servizio della Repubblica, dunque una riscoperta del rapporto con il mare. Il futuro è la navigazione intesa sulla rete, nell’epoca di Internet. «Abbiamo valutato il dato della prossimità», ovvero chi aveva più progetti già pronti, ha spiegato Caramelli. Eppure in questo Pisa dovrebbe avere delle carte da giocarsi.
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