Il presidio
Sancita la rottura definitiva bancarellai-Confcommercio
Boni: «Nessuno ha mai dato mandato all’associazione di presentare un progetto per lo spostamento delle strutture all’interno del Santa Chiara»
PISA. È rottura tra i bancarellai del Duomo e Confcommercio sulla destinazione dei banchi attualmente in piazza Manin. Ieri pomeriggio l’annuncio da parte di Gianmarco Boni, coordinatore della commissione mercato del Duomo, durante un’assemblea a cui hanno partecipato gli operatori trasferiti ormai da due anni da piazza dei Miracoli. Il motivo di questo gesto clamoroso è l’annuncio di Confcommercio di voler presentare un progetto di sede definitiva delle bancarelle dentro l’ospedale Santa Chiara.
«Nessuno ha mai dato un mandato a Confcommercio per presentare un progetto definitivo – attacca Boni –, per di più quando nessuno ha ancora visto cosa l’associazione abbia in mente. Tutto nasce da una assemblea convocata in via del Chiassatello la settimana scorsa in cui i vertici dell’associazione e della Fiva ci hanno presentato un generico progetto Chipperfield. Il giorno dopo gli operatori si sono riuniti per dare una risposta – insiste il coordinatore della commissione di mercato – visto che stavamo parlando della nostra sede definitiva. E con 42 voti su 44 abbiamo deciso di portare avanti il progetto già realizzato dall'architetto Re, quello che nel 1997 era già stato approvato da Comune, Soprintendenza e Ministero. Progetto che prevede la collocazione delle bancarelle nell’area a ridosso del muro che separa l’ospedale da piazza dei Miracoli, aperto con alcuni varchi di ingresso».
Ai bancarellai non è andata giù l’accelerazione di Confcommercio. Ancora Boni: «Senza considerare che negli ultimi quattro mesi nessun dirigente di quell’associazione ha più risposto ai nostri inviti a partecipare a incontri e assemblee, adesso ci sentiamo dire che loro hanno la soluzione definitiva e non accettano nostre alternative. Quindi dopo aver condotto insieme a noi e a Confesercenti le battaglie per rientrare in piazza dei Miracoli, oppure per lavorare ai Trovatelli, tutto cambia con un progetto da definire e che non affronta il problema del presente».
Da qui la rottura. «Il rapporto fiduciario tra noi e Confcommercio si interrompe qui – dichiara Boni dopo il voto dell’assemblea –. Da ora in poi le decisioni sul futuro delle nostre attività saranno prese dalla commissione di mercato e da Confesercenti. Presentino pure i progetti che vogliono, ma dovranno passare dal nostro consenso». E dall’assemblea esce infine l’annuncio di insistere sul progetto dell’architetto Re. Conclude Gianmarco Boni: «Nessuno ovviamente rinuncia al diritto di rientrare in piazza dei Miracoli e lotteremo per questo diritto. Ma dobbiamo pensare anche ad una alternativa. Il progetto Re è l’unico a ridosso della piazza che può essere attuato in tempi rapidi. Altre ipotesi riconducibili al progetto Chipperfield sono nebulose e soprattutto attuabili solo una volta completato il trasferimento di tutto l’ospedale. L’area che abbiamo indicato noi era già stata concessa nel 1997 dall’Azienda ospedaliera. Chiediamo quindi al Comune di aprire un tavolo su questa ipotesi».
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