Il Tirreno

Pisa

Le orecchie da mercante di Alfano

di Daniele Benvenuti
Le orecchie da mercante di Alfano

La risposta del Ministero all’appello per avere più uomini: nel primo semestre 2015 trend decrescente dei reati

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PISA. Il Ministero dell’Interno ci ha messo oltre due mesi per rispondere all’ennesima richiesta di potenziamento degli organici delle forze dell’ordine a Pisa inviata ad agosto dal sindaco Marco Filippeschi. Due mesi per comunicare al primo cittadino che “potranno essere valutati ulteriori incrementi di personale della Polizia di Stato” e che comunque “in controtendenza rispetto all’andamento della delittuosità dello scorso anno, nel primo semestre 2015 si è registrato un trend decrescente del numero dei reati rispetto allo stesso periodo del 2014”.

Una risposta, a firma del capo di gabinetto del ministro Alfano Luciana Lamorgese, che non ha soddisfatto logicamente il sindaco Filippeschi, il quale ha quindi inviato una nuova lettera per chiedere un incontro urgente. «Purtroppo si continua a sottovalutare la situazione di Pisa – spiega il sindaco –. Una disattenzione della politica ed una burocrazia dei funzionari che non comprende come le presenze giornaliere facciano della nostra città un’area metropolitana a tutti gli effetti». Filippeschi, quindi, non si vuole rassegnare all’ennesima risposta “burocratica” del Ministero. Nella lettera, infatti, il capo di gabinetto snocciola numeri e scrive che “dall’inizio di quest’anno sono state impiegate aliquote dei reparti di prevenzione crimine sia in città che in provincia e, per oltre 40 giorni, è stato assicurato l’impiego giornaliero di un numero complessivo di 144 equipaggi per un totale di 432 unità”. «Nella mia nuova risposta al ministro – incalza Filippeschi – ho messo nero su bianco le nostre criticità senza giri di parole. Questo non significa certo che non ci sia l’impegno a contrastare fenomeni o a fare scelte anche difficili come è stata quella della chiusura del campo abusivo della Bigattiera. Il lavoro coordinato tra prefettura e questura è tanto e incisivo, ma non basta. Pisa non può essere paragonata a città di uguale livello come residenti. Basti pensare alla stazione che vede transitare 17 milioni di passeggeri: numeri da città metropolitana, ma con dimensioni più ridotte e quindi maggiori criticità. Dobbiamo essere messi, per citare la Toscana, sullo stesso piano di realtà come Firenze, non certo con città come Arezzo e Lucca, e predisporre uomini e servizi adeguati. A dirlo è il “Patto per Pisa sicura” firmato anche dal governo».

Il sindaco chiede un incontro urgente al ministro Alfano anche alla luce di quanto già evidenziato dalla lettera del capo di gabinetto in merito a nuove assegnazioni di uomini appena usciti dal corso allievi agenti. «I sindacati di polizia fanno sapere – dice ancora il primo cittadino – che anche questa volta la questura di Pisa non sarebbe nella tabella delle assegnazioni dell’ultimo corso per agenti. Si deluderebbe ancora una volta una richiesta più che giustificata, considerando di quanto bisogno avrebbe la nostra città di uomini e quindi servizi aggiuntivi. Nell’incontro urgente che ho chiesto dirò queste verità reclamando scelte concrete».

Tra i punti dolenti esposti al ministro già nella lettera dell'agosto scorso, ad esempio, l'impossibilità di disporre di una seconda volante sul servizio notturno ed il fatto che Pisa sia stata esclusa dal novero delle città in cui sono state costituite unità antiterrorismo. In attesa di qualche risposta concreta da Roma, comunque, Palazzo Gambacorti prova a rispondere all’esigenza di maggiore sicurezza in città con le proprie forze. Conclude il sindaco: «D’intesa con il prefetto stiamo accentuando attenzioni, servizi mirati più intensi e dinamici, ad orario pieno, e destinando investimenti per piazza delle Vettovaglie e stazione. Servizi dinamici, compresi quelli che impegnano l’Esercito, e anche mirati controlli antiabusivismo nelle vie Vespucci e Colombo. Questi ultimi nell’ambito del “Progetto Stazione” presentato alla Regione per ottenere qualche forma di finanziamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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