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Meningococco C ora è scattata la fobia da treno
PISA. «Ero su uno di quei treni. Anzi, su quello dopo. Magari però qualcuno che è entrato in contatto con quel ragazzo è sceso e poi è risalito sul mio. Chi lo può sapere». Se non fosse...
PISA. «Ero su uno di quei treni. Anzi, su quello dopo. Magari però qualcuno che è entrato in contatto con quel ragazzo è sceso e poi è risalito sul mio. Chi lo può sapere». Se non fosse drammaticamente seria, l'epidemia da meningite che sta attraversando la Toscana potrebbe diventare anche un vademecum delle fobie, una raccolta di racconti sulle paure sanitarie. Ieri una discreta casistica l'hanno collezionata i medici di Cisanello. Decine di persone, fra cui molti spezzini, si sono rivolti al policlinico come ad uno sportello della salvezza. È partita la psicosi da treno. Sono tutti convinti di essere entrati in contatto con l’infermiere ricoverato per una faringo-tonsillite sviluppata proprio dal meningoccocco C, il batterio che ha già provocato 28 casi di meningite in Toscana, e che per spostarsi da La Spezia a Pisa, negli ultimi giorni ha viaggiato quasi sempre utilizzando i regionali. Presi d'assalto il pronto soccorso e il reparto di Malattie infettive, proprio dove si trova l’infermiere. Sebbene non si tratti di meningite, infatti, non cambia niente dal punto di vista della profilassi. Anche in questo caso è stata eseguita su tutti coloro che sono stati a stretto contatto col giovane nei giorni di pericolo di contagio. Il policlinico, così, fra venerdì e sabato, l'ha effettuata su 123 persone fra medici, infermieri e personale e inoltre sono stati coperti altri 40 addetti di ditte esterne. Impossibile però è stato ricostruire in quale posto e con quali passeggeri potrebbe essere entrato in contatto ad ogni viaggio in treno. Così ai pendolari dei treni è stata consigliata la sorveglianza sanitaria. Tradotto: in caso di febbre sopra i 38 gradi è fondamentale rivolgersi al proprio medico. Un suggerimento però che a molti non è bastato. Per questo molte persone si rivolgono al reparto o direttamente al pronto soccorso nel timore di aver contratto la malattia, qualcuno addirittura convinto di averne i sintomi. Finora solo falsi allarmi che però danno la misura del livello raggiunto dalla paura da epidemia. Ancora buone notizie per il paziente, che anche ieri ha fatto registrare un nuovo miglioramento. Sta bene e reagisce alle terapie. Tutte le info sui treni utilizzati dal giovane su www.iltirreno.it/pisa.
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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