Il presidio
L’assessore Capuzzi «Violazioni e abusi io sto con la polizia»
PISA. «Sulla vicenda dell 'ex Gea io sto con la polizia, come a Valle Giulia con Pasolini!! È ora di finirla di pensare che per protestare, anche su temi legittimi, si debbano violare le leggi e...
PISA. «Sulla vicenda dell 'ex Gea io sto con la polizia, come a Valle Giulia con Pasolini!! È ora di finirla di pensare che per protestare, anche su temi legittimi, si debbano violare le leggi e commettere degli abusi e pensare ogni volta di farla franca, tra gli applausi e l'ipocrisia».
Usa il suo profilo Facebook, l’assessore al Sociale, Sandra Capuzzi per rendere pubblica la posizione sull’episodio di giovedì nell’edificio dell’università.
«Occupare abusivamente un luogo pubblico o privato, impossessarsi di cose che non sono proprie sono dei reati di cui bisogna assumersene la responsabilità, non solo politica, ma come in questo caso, anche penale. La polizia interviene perché allertata per un furto in corso, e interviene con gli strumenti, di difesa, prima ancora che offesa, che lo Stato le mette a disposizione in questi casi. Una pistola, è vero, tenuta bassa, mai puntata ad altezza d'uomo e mi sembra di capire rimessa subito in fondina, appena compresa la situazione. Ma di cosa parliamo? Questa città, ha bisogno di ripristinare un sistema di regole, di legalità, e non delegittimare un intervento per altro non autonomo o improvvisato. Chi decide che siccome un immobile è in disuso, o apparentemente tale, come in questo caso, è legittimo che lo si occupi, che se ne usi l'elettricità, che se ne usino i bagni, i libri solo perché non ci piace una norma, o una legge. Non è questa la democrazia».
Di tenore opposto l’intervento di Confcobas Pisa. «Si vanno moltiplicando i segnali inquietanti di una stretta repressiva contro qualsiasi movimento che interferisca coi piani politici dell'era (auspichiamo brevissima!) renziana. Dopo i gravi fatti di Bologna, anche Pisa diventa teatro di un'operazione esplicitamente intimidatoria e brutale, con decine di poliziotti mobilitati, addirittura con le armi in pugno, per reprimere una lotta studentesca contro l'aumento delle tasse universitarie e i tagli alle borse di studio e agli alloggi. La giustificazione, assolutamente inconsistente, è quella di una richiesta del "Magnifico rettore" professor Augello di intervento per impedire il "furto" di libri "conservati", cioè ammassati a pacchi, nell'edificio. La scusa è meschina e provocatoria, vista la mancanza di qualsiasi cura e controllo per i "preziosi libri" abbandonati nell'area».
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