Il Tirreno

Pisa

Fossi non puliti, senza risposte la paura di Filettole

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Il Comitato Alluvionati torna a sollecitare un intervento del sindaco Lunardi: ci vuole un’ordinanza urgente

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VECCHIANO. «Il sindaco ci risponda». Il Comitato Alluvionati di Filettole torna a far sentire la sua voce. In effetti, è una voce che non si è mai spenta. Dopo i numerosi impegni portati avanti con le istituzioni per sanare situazioni idrauliche molto critiche nel paese, la scorsa primavera più di 60 famiglie hanno presentato al sindaco di Vecchiano Giancarlo Lunardi le loro firme per richiedere nuovamente la sua attenzione. Ancora, però, nessuna risposta, secondo quanto riferiscono da Filettole.

La questione posta è urgente: tra la via Gambacorti (la principale di Filettole) e la strada provinciale 30 ad ogni acquazzone gli allagamenti invadono giardini e garage privati oltre che campi coltivati e strade interne sterrate, causando fanghiglia difficile da smaltire per giorni. Il problema è rappresentato dai cosiddetti fossi di scolo. In un'area ampia che comprende parte dell'abitato del paese fino oltre la provinciale, che attraversa i campi, il reticolo dei fossi presenta dislivelli e casi di notevole incuria.

«Il sindaco deve far rispettare l'ordinanza di pulizia dei fossi ai frontisti». I frontisti sono i privati cui appartengono tali fossi. Ecco cosa chiedono dal Comitato, oltre a un maggiore impegno sulle trattative con la Provincia perché si occupi di far ripristinare il livello ottimale dei fossi privati e adeguarlo a quello dei fossi di competenza pubblica, cioè i “fossi di guardia” della Provincia stessa.

«Abbiamo incontrato più volte i tecnici della Provincia che si è resa disponibile inizialmente a fare i sopralluoghi – hanno riferito Giuliano Nunziati, vicepresidente del Comitato, e Giuliano Bartalini, membro cittadino del Comitato – e con cui abbiamo anche intrattenuto una fitta corrispondenza». Incontri che, come affermano ancora dal Comitato, non hanno portato fino ad oggi alla soluzione del problema. «Non sappiamo più come fare – continuano – viviamo in una situazione precaria che si ripresenta ogni volta che piove».

L'ordinanza che impone ai privati di tenere puliti i fossi, in realtà esiste dal 2013: «Purtroppo – dice il vicepresidente Nunziati cui fa eco Bartalini – l'ordinanza non è mai stata rispettata». Il Comitato ha comunque le idee chiare: «Il sindaco – dicono – a questo punto dovrebbe emanare una ordinanza “contingibile ed urgente” per risolvere intanto il problema della pulizia».

Sembra siano ben 3 le lettere e 5 le mail spedite all'indirizzo del sindaco di Vecchiano da parte del Comitato Alluvionati a partire dall'inizio del 2015 fino alla spedizione, avvenuta la scorsa primavera, nel mese di maggio, della raccolta firme delle 60 famiglie più colpite dal fenomeno.

«Case private – continuano dal Comitato – ma anche esercizi pubblici hanno subìto fino ad ora danni non indifferenti».

La bottega alimentare che si trova all'ingresso del paese, in via Gambacorti, ha dovuto chiamare anche l’Asl per verificare lo stato dell'esercizio e poterne appurare la regolarità. «Ci siamo adoperati da soli con nostri piccoli escavatori – conclude Bartalini che ha raccolto le firme – per aiutare il deflusso delle acque, ma questo è irregolare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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