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Boom di adesioni all’esposto per gli allagamenti del Corso
PISA. Dopo l’acqua, piovono le firme. A seguito degli allagamenti di agosto e di qualche settimana fa, i commercianti di Corso Italia presentano il conto al Comune contestando i lavori di...
PISA. Dopo l’acqua, piovono le firme. A seguito degli allagamenti di agosto e di qualche settimana fa, i commercianti di Corso Italia presentano il conto al Comune contestando i lavori di riqualificazione del principale asse commerciale cittadino, che, secondo gli esercenti, sarebbero la causa dei continui allagamenti, in particolare dell’area posta tra l’intersezione con via Pascoli e quella con via del Carmine. «Non vi è memoria di un tale disagio relativo all’allagamento del tratto stradale in epoca antecedente al 2012/2013 - si legge in un esposto firmato da decine di esercenti ed indirizzato al sindaco Marco Filippeschi e al prefetto Attilio Visconti - e l’unico elemento che è intervenuto a modificare lo stato dei luoghi è l’esecuzione dei lavori di “riqualificazione del centro commerciale naturale di Corso Italia” eseguiti tra febbraio 2011 e luglio 2012». Per i negozianti i disagi che si manifestano in caso di pioggia non sono dovuti ad «eventi naturali di carattere eccezionale», ma «a cause tecniche intervenute in epoca recente» e chiedono «accertamenti» e provvedimenti di ripristino di cui «l’amministrazione comunale deve necessariamente farsi carico e risolvere nel più breve tempo possibile». «Il costante timore che viviamo ad ogni scroscio abbondante di pioggia - proseguono i commercianti - rende la situazione intollerabile e reca ansia e frustrazione per il timore della perdita della merce e conseguenti danni economici. Quelli subiti ad agosto sono stati ingenti, le sovvenzioni stanziate del tutto insufficienti e a condizioni quasi impraticabili». Gli esercenti invitano quindi il Comune ad «eseguire un accertamento per individuare la causa dei costanti allagamenti e il ripristino del corretto funzionamento della rete di defluizione delle acque piovane», minacciando di adire alle vie legali in caso di ulteriori danni per il malfunzionamento della rete di scolo.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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