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«Vaccino, che tristezza. Le mie figlie lo faranno solo perché ho i gradi»
Pisa: il racconto di Gianluca Zevi, appuntato dei carabinieri: «All’Asl liste controllate dopo aver saputo chi ero»
PISA. «Non dovrebbe accadere, mi dispiace doverlo ammettere, ma il responsabile dell’Asl di San Giuliano mi ha dato ascolto solo dopo aver ammesso chi ero e che lavoro facessi». Gianluca Zevi è indignato, si è sentito il protagonista di una di quelle storie che sanno troppo di vecchio, di stantio, di favoritismi, che sanno troppo di Italia, e non riesce proprio a stare in silenzio: «Ero arrabbiato, tentavo di prenotare il richiamo del vaccino per le mie bimbe da giorni, pensavo che sarebbero trascorsi i tempi richiesti per la seconda dose, io e mia moglie eravamo esasperati. Ma ora penso ai genitori che non hanno nessun modo di farsi ascoltare, e mi sembra ancora più vergognoso».
Perché in Italia funziona sempre così, perché lui, venerdì 23 ottobre, è riuscito a prenotare il richiamo del vaccino per la meningite B alle sue due gemelle solo dopo essersi qualificato: è appuntato dei carabinieri alla stazione di Migliarino ma ora anche quei pochi gradi pesano come macigni. «Perché mi ha dato ascolto quel funzionario? Solo perché ho detto che ero un militare?». Per giorni ha provato tutte le strade possibili. «Poi - racconta - ho deciso di recarmi direttamente al distretto di via Martin Luther King. Prima avevo chiamato al numero verde, agli ambulatori, i pediatri... Niente, quasi sempre ho atteso al telefono per ore o ricevuto solo no, e quando sono riuscito a prendere la linea, mi è stato risposto che le liste per il 2015 erano tutte chiuse».
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Così Zevi venerdì, prima di entrare in servizio, è andato all’Asl: «Appena arrivato, il responsabile dell’ufficio mi ha risposto nello stesso modo: “Ci spiace, ma non ci sono posti prima di febbraio 2016”. Ho protestato, perché al momento della prima dose il medico ci disse che le bambine avrebbero dovuto fare il richiamo entro tre mesi dalla prima iniezione. Avevo chiamato a metà settembre al call center e, proprio in quell’occasione, mi fu detto che avrei dovuto riprovare a metà ottobre per fissare un appuntamento in tempo. Così ho insistito e mi sono presentato... A quel punto si è convinto a controllare sul computer, scoprendo che c’erano un sacco di posti liberi, ad ottobre, novembre e dicembre. Ecco, a me è andata così, ma alle altre famiglie? Come è possibile?», si chiede Zevi.
«Semplice - rispondono dall’Asl - proprio da oggi (venerdì 23,ndr) è scattato il piano di potenziamento deciso mercoledì e che da lunedì triplicherà ambulatori e addetti per rispondere alle migliaia di domande che arrivano per l’emergenza vaccini». Ieri un tentativo l’abbiamo fatto anche noi: dopo 15 minuti un operatore ci ha risposto e se, avessimo voluto, avremmo potuto prenotare un appuntamento per il primo sabato di novembre.
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