Il Tirreno

Pisa

LA TESTIMONIANZA

«Testi spostati solo per fare spazio»

«Testi spostati solo per fare spazio»

Il racconto di uno degli occupanti identificati dopo l’irruzione

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PISA. Un’azione improvvisa che ha colto di sorpresa gli studenti. A lasciare di stucco gli occupanti del polo ex-Gea sono però le modalità usate per sgomberare lo stabile che fino a pochi anni fa ospitava parte delle attività del polo di Scienze per la pace.

«Un vero e proprio blitz armato», racconta Iacopo Cafarella, giovane studente di filosofia, riavvolgendo il nastro di un’occupazione nata per contestare la riforma dell’Isee e terminata con un pomeriggio ad alta tensione, scandito da scontri con la polizia, l’occupazione di Palazzo Ricci e un’accusa di furto (di parte delle centinaia di libri stipate nell’immobile di proprietà dell’Università) che gli studenti respingono nella «maniera più assoluta».

«Eravamo all’interno della struttura – racconta lo studente –. Una quarantina in tutto, intenti a pulire e sistemare».

Negli ampi spazi di via Emanuele Filiberto, gli occupanti avevano organizzato per giovedì sera una mostra e un aperitivo per finanziare il “Borda! Fest” di Lucca, festival underground di produzioni musicali e letterarie che si svolge durante il Lucca Comics. «All’improvviso l’arrivo della polizia – continua Cafarella -: una trentina di agenti che, urlando, ci hanno intimato di uscire dalla struttura».

La tensione sale, la preoccupazione degli studenti anche. Gli occupanti lasciano l’immobile e si dirigono nel piazzale dello stabile.

«Siamo usciti dalla struttura senza opporre resistenza», aggiunge Cafarella, non un habitué delle occupazioni e delle proteste studentesche, ma che ha sposato la mobilitazione contro i parametri di calcolo introdotti dal nuovo Isee che hanno provocato un’espulsione di massa dalle residenze studentesche e la perdita di migliaia di borse di studio.

«Inizialmente volevano portarci tutti in questura, ma poi hanno preferito identificarci nel piazzale – prosegue lo studente di filosofia –. Tra noi c’erano anche ragazzi di passaggio che non avevano partecipato all’occupazione. Altri tre sono stati fermati all’esterno dello stabile».

Anche loro finiti nel lungo elenco di persone identificate con l’accusa di furto. Il “corpo del reato” sarebbe la gran quantità di libri e testi universitari contenuta in decine di scatole adagiate su venti pancali e sistemati nel cortile della struttura.

«Sono stati spostati per permettere la pulizia degli spazi e lo svolgimento della mostra», è la difesa degli occupanti. Della breve occupazione dell’ex Gea non rimarranno dipinti o quadri, ma solo quella immagine che ha cambiato il corso della mobilitazione e della giornata di proteste. Il funzionario di polizia che per pochi minuti impugna la pistola fa in poco tempo il giro del web, chiamando a raccolta altre decine di persone che si riuniranno in presidio all’esterno dell’immobile.

«Non ho visto la pistola – ammette Cafarella –, ma le immagini dei video girati durante lo sgombero sono chiare: è un atto gravissimo. Mai avrei immaginato un blitz armato durante un’occupazione studentesca pacifica». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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