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Pisa

giorni decisivi

Martedì la decisione sulla capitale italiana della cultura

Enza Chiappone
Una veduta dall'alto di piazza dei Miracoli
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Una veduta dall'alto di piazza dei Miracoli

Pisa è tra le dieci candidate che hanno presentato il dossier al Ministero

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PISA. È stato presentato ufficialmente ieri, nella Sala Regia del Comune, il dossier con il quale la città concorre al titolo di Capitale italiana della cultura 2016-2017. L’atteso verdetto si avrà martedì 27 ottobre, giorno in cui al Mibac, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, verrà proclamata vincitrice una tra le dieci concorrenti che hanno avuto accesso alla seconda fase della selezione. Insieme a Pisa, Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. «Viviamo con trepidazione l’avvicinamento di quella data, perché sappiamo di avere le carte in regola per ottenere questo importante riconoscimento», ha detto, durante la conferenza stampa, l’assessore alla cultura Andrea Ferrante. A lui il compito di esporre i punti principali del ricco dossier di candidatura, contenente il programma di un intero anno, da mettere in atto «non solo in caso di vittoria – ha rassicurato il sindaco, Marco Filippeschi – ma a prescindere dal risultato: comunque vada, c’è un patrimonio culturale importante, creato anche grazie agli oltre sessanta contributi di enti, associazioni e gruppi culturali, che deve essere valorizzato».
Il tema che lega insieme tutte le attività pensate è quello della navigazione, concetto polisemico che ben si adegua all’identità di Pisa: navigazione intesa nel suo significato immediato, legato al passato di Repubblica marinara e al presente di città fluviale e porto, ma anche metaforico di navigazione tra l’arte, la cultura, la scienza e l’innovazione. «Arricchire la percezione della città», come si legge nel dossier, è una delle sfide che il programma si pone: far capire, cioè, che Pisa non è solo la “città della Torre”. Alcuni dei progetti sono già in corso d’opera, come quelli che vedono in prima linea l’Università, impegnata nella creazione del Sistema museale d’Ateneo, della Cittadella Galileiana e di un data center che il rettore Massimo Augello ha definito «una vera e propria rivoluzione, non posseduta da nessun ateneo».
Per quanto riguarda il piano economico, il costo complessivo è di oltre 122 milioni di euro, con costi di gestione molto bassi. «Le opere e i progetti infrastrutturali sono già quasi totalmente finanziati – ha puntualizzato Andrea Ferrante –. Resta da raccoglierne i frutti».
 

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