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Denunce per ricettazione «Libri caricati in un’auto»
Pistola esibita nel blitz, il questore: «Intervenuti dopo la segnalazione di un furto» Interrogazione di Sel al ministro Alfano: «È stata un’azione di forza ingiustificata»
PISA. Pistole, denunce, richieste di dimissioni e interrogazioni parlamentari.
Il blitz della polizia di giovedì pomeriggio nell’ex Gea anziché silenziare amplifica lo scontro tra studenti e istituzioni. Rebeldia invoca la rimozione del rettore Massimo Augello, del questore Alberto Francini e del poliziotto armato di pistola durante l’irruzione.
Mentre gli ex occupanti dell’edificio negano di aver rubato i libri della Pisa University Press, riprese video e scatti fotografici dovrebbero tradursi in almeno tre denunce per ricettazione. L’accusa: aver cercato di portare via una ventina di pancali stipati di volumi. Non potendo contestare il furto nella flagranza del reato, gli investigatori della questura si sono mossi sul reato ipotizzato da chi viene trovato in possesso di beni di provenienza illecita.
Le denunce. «Tre persone verranno denunciate – spiega il questore Francini –. Propendiamo più per la ricettazione che per il furto. Quando siamo entrati abbiamo trovato i ragazzi con i libri».
Pistola sì o no. I video girati dagli studenti e diffusi sui social e nei siti di informazione ritraggono un funzionario della Digos con la pistola in pugno al momento del blitz in cui ci sono stati spintoni e tafferugli: 3 agenti refertati al pronto soccorso con prognosi fino a 10 giorni e uno studente con occhio nero dopo un pugno di un agente visibile nei video divulgati dagli studenti. Una scena che è sembrata fuori luogo per un contesto, come quello di Pisa, dove occupazioni e sgomberi sono quasi una consuetudine a cui la città è abituata. Il questore giustifica così l’arma fuori dalla fondina: «L’equivoco è presto chiarito. Nell’edificio non c’era alcuna occupazione in atto. Lo dicono gli studenti, ma non c’era nessuno. Quelli che avevano occupato la sede qualche giorno prima poi erano usciti. Se ne erano andati. Il gestore ha visto alcune persone introdursi nell’immobile e portare fuori dei pancali con i libri. Ci hanno chiamato dicendo che c’era un furto in corso. Quando siamo arrivati non era per uno sgombero per un’operazione di polizia giudiziaria su un furto in atto. Poi, nel momento in cui si è capita la situazione, tutto è rientrato».
I libri spostati. Secondo la ricostruzione della questura, contestata dagli studenti che respingono l’accusa di furto e di conseguenza la ricettazione dei testi, i pancali con le pile di libri che erano in procinto di essere portati via erano una ventina. «Li abbiamo sequestrati – aggiunge il questore –. Non stiamo parlando di due, tre libri., Il quantitativo era cospicuo. Quei volumi venivano caricati su una macchina. Abbiamo individuato i responsabili con la polizia scientifica. Ci sono le immagini e pure i video».
Dimissioni e rimozioni. Una dura condanna per l’irruzione da Rebeldia, la rete di ruppi e associazioni attive in ambito ambientale, culturale, sociale, che in una nota scrive: «A Pisa la situazione è questa: pistole e repressione contro gli studenti e tappeti rossi - sia da parte dell'amministrazione comunale che da parte del rettore Augello - per i grandi gruppi del mattone. Due pesi e due misure. Violenza contro gli studenti e gregaria accondiscendenza con il cemento della speculazione edilizia. Come Progetto Rebeldia esprimiamo forte e incondizionata solidarietà con gli studenti che hanno condotto l'occupazione. Pochi mesi fa infatti, proprio con una conferenza stampa davanti all'immobile dell'università, avevamo denunciato l'operazione speculativa che l'amministrazione universitaria sta concertando sull'area dell'Ex-Gea, per consentire al costruttore Madonna di realizzare lì delle nuove residenze. Chidiamo le dimissioni del rettore Massimo Augello e la immediata rimozione dal loro ruolo del questore Francini e del capo della Digos».
Interrogazione ad Alfano. Il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni, annuncia un’interrogazione al ministro dell’Interno, Angelino Alfano: «Guardando i video dell'episodio si può solo dire che ha dell'incredibile quanto accaduto agli studenti universitari di Pisa, che hanno visto entrare le forze dell'ordine, addirittura con “pistole alla mano”, a sgomberare un locale occupato, pur sapendo che si trattava dell'ultimo giorno di occupazione. Ma ecco all'improvviso la risposta con un'azione di forza, armi alla mano, che da quanto appare nei video è assolutamente ingiustificata, e al di fuori di ogni protocollo regolamentare sulla gestione dell'ordine pubblico».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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