Il presidio
Scontri studenti-polizia nell’ex Gea
Le forze dell’ordine fanno irruzione. Un video documenta un agente che tiene in pugno la pistola. Corteo sui lungarni
PISA. Un’irruzione con decine di agenti nel polo universitario occupato da due giorni, un video pubblicato on line dagli studenti che ritrae un dirigente con la pistola in mano durante il blitz. Poi scontri, tafferugli, scazzottate fra poliziotti e ragazzi, quaranta giovani identificati che rischiano una denuncia per furto in flagranza di reato, un corteo che blocca per due ore il traffico sui lungarni e infine un’altra occupazione, all’ex Lettere.
Finisce nel peggiore dei modi la protesta degli studenti dei gruppi antagonisti cominciata tre giorni fa con l’invasione dell’ex Gea. Tutto al culmine di una giornata ad alta tensione che sfocia in un’esplosione di reazioni scomposte, forse sproporzionate, e che era iniziata con una girandola di accuse e contro accuse fra collettivi e l’università sulle condizioni di un’aula del polo di Scienze per la pace in via Emanuele Filiberto in cui martedì gli studenti avevano scoperto (o erano convinti di aver scoperto) che uno degli spazi un tempo utilizzato per le lezioni era diventato un deposito di testi. «Abbandonati al degrado - dicono - esposti a polvere e pioggia», scrivono su Exploit Pisa, la pagina Facebook diventata il megafono della mobilitazione. Nessuna risposta ufficiale dell’ateneo fino a ieri sera, quando arriva la smentita. Così per gli studenti il plesso era diventato la «base della protesta». Contro le «speculazioni immobiliari dell’università» e la riforma dell’Isee. «Noi paghiamo le tasse e ci riprendiamo gli spazi inutilizzati. L’ateneo vorrebbe vendere questo plesso ai fratelli Madonna per acquistare la parte mancante dell’ex convento delle Benedettine che il rettore ha trasformato in un albergo». Poi dall’aula-deposito dell’ex Gea però cominciano a sparire decine e decine di libri. Qualcuno dei ragazzi trasferisce venti pancali pieni delle edizioni della casa editrice d’ateneo, la Pisa University press, fuori da quello che somiglia ad un hangar. Dopo la segnalazione del primo giorno, ieri la denuncia alla questura: «Qualcuno sta rubando i libri», avvertono dall’università. Nell’aula deposito ce ne sono centinaia di migliaia. Scatta il blitz. Quaranta ragazzi vengono identificati. L’uso della pistola? «Non si tratta di ordine pubblico ma di un’operazione in flagranza di reato, non sapevamo cosa ci saremmo trovati di fronte», fanno sapere dalla questura. L’area viene blindata. Sul lato vicino alle mura, alle recinzioni si concentrano 2-300 studenti. Un presidio di solidarietà. Si alzano i cori e vola qualche offesa, poi un gruppetto prova a sfondare il cordone degli agenti che sbarrano la strada all’unico passaggio. Spintoni, grida, pugni e calci. Tre agenti contusi, un ragazzo con un occhio nero. Il corteo che segue si trasforma in un blocco stradale sul lungarno e un lancio di uova sul portone del rettorato. Infine, un’altra occupazione. Questa volta Palazzo Ricci, l’ex facoltà di Lettere in via Santa Maria. Con la contestazione che chiede #AugelloDimettiti.
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