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Pisa

Presidio degli studenti alle Benedettine

Presidio degli studenti alle Benedettine

Dilaga la protesta contro il nuovo Isee. «Una foresteria trasformata nei fatti in un albergo»

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PISA. Dopo il polo ex Gea, ieri la protesta degli studenti universitari contro la riforma dell’Isee è approdata all'ex convento delle Benedettine, la struttura di lungarno Sonnino trasformata dall’Università di Pisa in un residence per studenti, ricercatori e professori.

Un gruppo di studenti si è riunito in presidio fuori l’immobile per contestare le operazioni immobiliari dell’Università e «la mala gestione delle risorse dell’Ateneo», a partire dai progetti previsti per l’ex Gea.

«L'ex Gea – sottolineano gli universitari - è un esempio della mala gestione delle risorse dell'Ateneo: sottoutilizzato, allagato, diventato magazzino abusivo di migliaia di libri di testo abbandonati da non si sa quanto tempo. È stato inserito nel piano di alienazione e, a quanto pare, l'intenzione è di permutarlo per agevolare l'acquisto della seconda porzione del complesso delle Benedettine. Per questa ragione – proseguono gli studenti – abbiamo deciso di raggiungere proprio il “residence”, comprato e ristrutturato dall'Università con un investimento di 10 milioni di euro per creare una foresteria per studenti stranieri e docenti ospiti, ma che è stato di fatto trasformato in un albergo a gestione privata».

«La nostra intenzione – concludono gli studenti che da settimane stanno portando avanti una mobilitazione contro i nuovi parametri Isee che hanno comportato la perdita di circa mille borse di studio e un’espulsione di massa dalle residenze universitarie – è quella di segnalare e rendere visibili a tutti, studenti e non, le risorse e gli spazi sottoutilizzati o mal utilizzati di proprietà dell'Ateneo e non solo che dovrebbero essere invece a disposizione degli studenti».

Recentemente il residence delle Benedettine è stato al centro di un’inchiesta proprio del Tirreno che ha dimostrato come in certe occasioni si sia verificato un uso “improprio” dell’immobile, utilizzato appunto come un vero e proprio albergo. A questo proposito l’Ateneo intende precisare: «Il direttore generale Riccardo Grasso conferma di aver avviato le procedure per verificare il pieno rispetto delle norme del capitolato da parte del soggetto gestore e precisa che al momento non risultano irregolarità nella gestione della struttura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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