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Le sue prediche restavano nel cuore
Monsignor Benotto ha ripercorso nell’omelia la figura dell’arcivescovo emerito Plotti. «Sempre con noi»
PISA. Pisa ha salutato per l’ultima volta il suo arcivescovo emerito Alessandro Plotti con una solenne cerimonia in cattedrale. In quella che per 22 anni (dal 1986 al 2008) è stata la “sua” casa c’erano autorità civili e militari, ma anche tanti semplici cittadini che hanno voluto testimoniare il loro apprezzamento per il lungo percorso pastorale svolto per la chiesa pisana. 123 i sacerdoti che hanno officiato la messa insieme all’attuale arcivescovo Giovanni Paolo Benotto; con loro tutti i principali vescovi della Toscana, a cominciare dal presidente della Conferenza episcopale e arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori e del vice, l’ex vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi. Poi i vescovi di Livorno Simone Giusti, di Fiesole Mario Meini, di Montepulciano Rodolfo Cetoloni, di Massa Carrara Giovanni Santucci, di Volterra Alberto Silvani, di La Spezia Luigi Ernesto Palletti e il vescovo emerito di Prato Gastone Simoni. In prima fila il sindaco Marco Filippeschi, il prefetto Attilio Visconti, l’onorevole Paolo Fontanelli e il presidente del consiglio comunale Ranieri Del Torto; con loro anche il vice sindaco Paolo Ghezzi, l’assessore Andrea Serfogli e il sindaco di Cascina Alessio Antonelli, il questore Alberto Francini e il presidente dell'Opera Primaziale Pierfrancesco Pacini. Presente anche l’ex sindaco Piero Floriani. Tra i messaggi di condoglianze quello di monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. A fianco dell’altare una rappresentanza dell’Unitalsi, di cui Plotti è stato presidente nazionale dal 1983 al 2000, e della Misericordia.
Nella sua omelia Giovanni Paolo Benotto ha ripercorso il cammino di monsignor Plotti nella chiesa pisana partendo proprio dal suo ultimo atto. «Nella sua ultima omelia in Duomo del 30 marzo 2008 – ha esordito l’arcivescovo – Plotti ricordò come la misericordia fosse stata il suo punto di riferimento nell’impegno di pastore della chiesa pisana (non a caso il suo stemma recava il motto "Misericordia tua", ndr). Una spinta interiore che lo aveva sempre contraddistinto». Spinta interiore che monsignor Benotto ha voluto sottolineare in un altro passaggio della sua omelia dove ha voluto ricordare come Plotti potesse forse sembrare anche scomodo con i suoi messaggi. «Il suo muoversi a volte poteva sembrare il frutto di debolezza o ingenuità – ha detto ancora l’arcivescovo dall’altare –, ma non era così. Alla base c’erano la misericordia e la fiducia, vere spinte interiori che a volte lo rendevano anche scomodo nel suo modo di affrontare certi temi. Un pastore che è sempre stato a servizio della chiesa e aperto alla società civile. Le sue meditazioni, le sue prediche – ricorda Benotto – entravano nel cuore per rimanerci».
Poi la parte dell’omelia dedicata a quanto in concreto Plotti ha fatto per la comunità. «A cominciare dal grandissimo lavoro di preparazione del Giubileo del 2000 – ha sottolineato l’arcivescovo – fino ai consigli pastorali. E ancora l'Istituto superiore di scienze religiose Niccolò Stenone, costituito nelle diocesi della Toscana occidentale con sede in Pisa, il più frequentato della regione, le mense, la casa della carità di Pontasserchio».
Nella conclusione di monsignor Benotto l’ultimo saluto all’arcivescovo Plotti ricordando ancora l’ultima omelia del 2008. «In quell’occasione – rivolgendosi direttamente al monsignore scomparso – chiedesti perdono per tutte quelle cose che non avevi fatto per la chiesa pisana, dicendo che ci avresti sempre portato nel cuore. Oggi siamo noi a chiederti perdono per non aver fatto di più. Ti porteremo sempre nel nostro cuore e che tu possa sempre assistere questa chiesa che ti ha sempre voluto bene». Alla fine della cerimonia l’arcivescovo Benotto ha di nuovo preso la parola per ringraziare la città e tutta la comunità ecclesiastica pisana per la partecipazione a questo dolore. Un ringraziamento che ha voluto condividere anche con in familiari di monsignor Plotti (era presente tra gli altri il fratello). Poi, un grazie particolare per il sindaco Marco Filippeschi che era presente anche martedì a Roma alla cerimonia che si è svolta nella Chiesa centrale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, al policlinico Gemelli.
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