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Caos vaccini «Impossibile prenotare»
Centralini in tilt, seimila chiamate al giorno L’Asl: «Da lunedì triplichiamo gli addetti»
PISA. «Ci bombardano di appelli per aderire alla campagna vaccinale contro la meningite, hanno perfino creato un numero verde e potenziato le linee per “l’emergenza”, ma vi sfido a chiamare e a rimanere in attesa al telefono tutta la mattina».
Loredana Spadolini ci ha provato, da giorni tenta di acciuffare un appuntamento chiamando al call center dell’Asl per proteggersi dalla C, il ceppo di meningococco che dall’inizio dell’anno spaventa tutta la Toscana, e ogni suo tentativo è stato inutile. Ce lo ha scritto in una lettera. Il suo è uno dei molti messaggi di protesta con cui i cittadini provano a farsi sentire negli uffici e negli ambulatori dell’Azienda sanitaria. Fissare un appuntamento - dicono tutti - è impossibile. A fare da tappo però pare sia proprio l’incubo contagio, scatenato dal ricovero di una bambina di tre anni, trasferita qualche giorno fa al Meyer da San Giuliano Terme. Un caso di meningite B che ha riacceso i timori anche per la C, un tipo di infezione per cui si contano già 28 casi quest’anno, di cui sei mortali. Da giorni il numero verde così è subissato di chiamate: ieri il call center ne ha registrate 6mila, martedì 4 mila, lunedì ancora sei. Un’onda impossibile da assrobire in una sola giornata. Per questo l’Asl, dopo un vertice fra i responsabili della prevenzione sanitaria, ieri ha deciso di potenziare ancora il servizio. «Dall’inizio dell’emergenza - dicono dall’Azienda - abbiamo eseguito 10mila vaccinazioni sulla C e circa 6 mila sulla B. Da tempo procediamo ad una media di 1.000 pazienti a settimana». Non una cosa da poco, perché in tempi “normali”, il numero di vaccinazioni standard da eseguire in una settimana non supera le 500. Dal caso dello studente universitario, a inizio settembre, sono stati potenziati ambulatori e call center (800177744). Al telefono non c’è più un solo operatore ma due e gli ambulatori sono passati da un orario di apertura di 62 ore settimanali a 85. «Da lunedì - annuncia l’Asl - gli addetti al call center diventeranno 3 e gli ambulatori staranno aperti per 110 ore, sabato compreso». Obiettivo: arrivare a offrire il siero a 1.500 persone a settimana. Almeno finché la paura non smetterà di fare da traino alle richieste. «In questo momento c’è anche chi tenta a prendere appuntamento dai medici o dai pediatri di famiglia e contemporaneamente con noi». Un affollamento che fra qualche settimana potrebbe scemare. È giù successo. Non è un caso che finora, dall'inizio dell'allarme epidemia, scattato fra febbraio e aprile, siano stati eseguiti appena 10mila vaccini per la C a fronte di 81mila cittadini considerati potenziali beneficiari del siero gratuito. «L’ultimo caso di B - dicono dall’Asl - ha raddoppiato le richieste». Non solo. Il dibattito nazionale sui vaccini - e gli appelli di molti medici specialisti, fra cui quelli di esperti come il primario pisano Francesco Menichetti e Luisa Galli, la direttrice di Malattie infettive del Meyer - avrebbe finalmente convinto anche gli indecisi. Anche perché l’emergenza meningite non può «assolutamente» imporre uno stop alle vaccinazioni più comuni, soprattutto quelle dei bambini. Per questo tutti i medici, i pediatri, gli igienisti dell’Azienda sanitaria sono stati reclutati, a turno, per dare una mano e smaltire le liste di attesa. «Un ringraziamento particolare - dicono dall’Asl - va ai pediatri dell’ospedale di Pontedera. Anche loro ci vengono in soccorso».
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