Il presidio
E ora inizia la vera corsa a sindaco di Pisa
Il pallino in mano soprattutto al vicesegretario regionale Antonio Mazzeo. Gli assessori Serfogli e Sanzo in prima fila
PISA. Si comincia a rompere gli indugi. L’elezione del segretario comunale del Pd rappresenta una linea di confine netta. «Ora sì che inizia la corsa a candidato sindaco per i democratici», è la considerazione che emerge da più parti. Una corsa lunga, visto che la legislatura attuale, con Marco Filippeschi primo cittadino, scadrà nel 2018. Ma l’affermazione di Viale sposta in modo decisivo l’ago della bilancia dalla parte renziana e sempre meno verso la vecchia guardia di sinistra.
E’ dentro quel “cerchio” che si giocherà una partita in realtà già iniziata. Chi la gioca, nei vari ruoli, è un po’ riassunto nella grafica di questa pagina. Antonio Mazzeo, consigliere regionale e vicesegretario del Pd regionale, è il leader anche per la sua proiezione toscana. Ha diretto in prima linea l’elezione dei segretari provinciale e regionale: due sue scelte.
Viale, politicamente cresciuto nella sinistra Dc (quella del presidente della Repubblica Mattarella), mai si è proclamato renziano quanto, piuttosto, indipendente. Ha il pregio di unite più anime dei democratici, a cominciare dai primi Ds che si sono avvicinati a Renzi: uno su tutti Giuseppe Sardu, presidente di Acque Spa, in ottimi rapporti con Dario Parrini.
Sardu, ex assessore, nel 2008 era in corsa per candidarsi a sindaco di Pisa. Per decisione del gruppo dirigente di allora, in primis Paolo Fontanelli, non si tennero le primarie e Marco Filippeschi si trovò la via spianata per diventare sindaco lasciando proprio a Fontanelli, sindaco uscente, il posto di parlamentare. Antiche storie, mai chiuse. E l’elezione di Viale ora, dopo la mancata elezione di Nocchi in consiglio regionale, è un altro smacco per la vecchia guardia dalemiana.
Sia di Sardu che di Viale sono infatti circolati i nomi come papabili alla candidatura per il dopo-Filippeschi. Ma le loro quotazioni non salgono. Al contrario, restano assai accreditati due degli assessori renziani della giunta: in prima battuta Andrea Serfogli, che ha le deleghe pesantissime a patrimonio, bilancio e lavori pubblici; e subito dopo Salvatore Sanzo, assessore all’ambiente e allo sport, presidente regionale del Coni.
La lista, considerando che la corsa sarà lunga, è destinata a cambiare o almeno ad aggiornarsi di continuo sulle possibilità dei singoli di prevalere sugli altri concorrenti. Per questo non va esclusa, sulla carta, la candidatura in extremis di Federico Gelli, deputato.
Si consideri anche che la sinistra dem potrebbe presentare un suo esponente, ovvero l’assessore Andrea Ferrante, da sempre vicino a Fontanelli. Nel caso ci sarebbero le primarie. Ovvio che il Pd deve fare i conti, oltre che ai suoi equilibri interni, anche all’avanzata delle opposizioni in maggiore evidenza a livello nazionale, come Lega Nord e Movimento5Stelle.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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