Il Tirreno

Pisa

RUBAVANO VESTITI NEI CASSONETTI: DUE DENUNCE

Bimba usata dalla madre come “canna da pesca”

Bimba usata dalla madre come “canna da pesca”

PISA. Una bimba di 10 anni usata come “canna da pesca” per rubare gli abiti dismessi in un cassonetto della Coccapani Onlus. Una tecnica frequente che l’altra sera intorno alle 22, però, è stata...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Una bimba di 10 anni usata come “canna da pesca” per rubare gli abiti dismessi in un cassonetto della Coccapani Onlus.

Una tecnica frequente che l’altra sera intorno alle 22, però, è stata interrotta dal passaggio in centro di una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile con la denuncia per furto a carico di due giovani rom. I militari hanno visto le due donne impegnate davanti a uno di quei cassonetti gialli per la raccolta di indumenti usati. Uno sforzo finalizzato al sostegno del loro “strumento” di lavoro: una ragazzina, figlia di una delle due rom, calata all’interno del cassone e sorretta per le gambe mentre rovistava alla ricerca dei capi giusti da portare via. Una scena tra miseria e maneggi di piccolo cabotaggio. Si ruba ai poveri perché è più facile. Quei cassonetti così vulnerabili che mescolano cenci usciti dagli armadi e dimenticati da chi li ha indossati diventano i bersagli di chi è a caccia pure di bottini di valore di poco superiore agli stracci. I carabinieri hanno bloccato la “pesca” con minore e denunciato le due nomadi, senza fissa dimora. Non c’è solo il reato di furto. C’è anche una madre che usa la propria figlia per rubare, sfruttandone la corporatura esile.

L' ispezione dei cassonetti dell'immondizia da parte dei rom, di solito muniti di bacchette di ferro per controllare cosa c'è al loro interno, è una prassi quotidiana. Solo che sempre più spesso a rovistare tra le cianfrusaglie oltre ai nomadi ci sono pensionati italiani.©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera