Il Tirreno

Pisa

«Sempre coi deboli, Pisa gli deve molto»

«Sempre coi deboli, Pisa gli deve molto»

Decine di messaggi di cordoglio e di ricordi personali: quella volta che il sindaco Granchi lo accolse regalandogli i sigari

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PISA. I ricordi fanno il giro della città. Insieme al dolore e alla commozione. «Quando arrivò in città – racconta sui social network Raimondo Pistoia - il sindaco Granchi gli inviò una scatola di sigari toscani».

«Di Monsignor Alessandro Plotti ho tre bei ricordi personali – racconta Riccardo Buscemi, vice presidente vicario del consiglio comunale di Pisa – Il primo è la risposta che mi diede, incalzato da una mia domanda sui cristiani che avevano fatto l'esperienza dolorosa del divorzio, monsignor Plotti riconobbe che la Chiesa doveva riconoscere a essi un ruolo, e con la sua risposta "profetizzò" in qualche modo le scelte che proprio in questi giorni i Padri sinodali stanno discutendo a Roma. L'altro episodio trae spunto dalla feroce polemica che lo aveva visto, suo malgrado, protagonista a causa dell' omelia pronunciata ai funerali del maggiore Nicola Ciardelli. Da alcuni miopi commentatori fu giudicato "antimilitarista" e addirittura "di sinistra". Nella querelle intervenni commentando che lui non era né di destra né di sinistra, ma che semplicemente faceva il vescovo. A due mesi da quella polemica, Plotti veniva a Palazzo Gambacorti a ricevere la cittadinanza onoraria: mi venne incontro e mi abbracciò paternamente. Infine il terzo episodio riguarda l'inaugurazione della lapide dedicata a padre Felice Prinetti sulla facciata di Palazzo Benelli per mia iniziativa e delle Suore Figlie di San Giuseppe: invitammo Monsignor Plotti il quale partecipò entusiasta. Di quella giornata conservo ancora sulla scrivania una bella foto».

Anche dal deputato pisano Paolo Fontanelli arriva il cordoglio per la scomparsa di Plotti: «Sempre attento a sostenere le ragioni dei più deboli. La scomparsa di Plotti mi rattrista profondamente - afferma il deputato ed ex sindaco di Pisa - un uomo di grande sensibilità e cultura: nella sua permanenza a Pisa forte è stata la collaborazione con le istituzioni locali».

Per il presidente del consiglio comunale, Ranieri Del Torto, Plotti è «stato il Vescovo del dialogo ecumenico ed interreligioso. Per i lunghi anni del suo ministero ha accompagnato la città nei profondi mutamenti di questi tempi. Una presenza forte, decisa, che ha portato la Chiesa ad incontrare soprattutto coloro che più vivevano situazioni di disagio».

Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da Giovanni Garzella, capo gruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Pdl, Giuseppe Ventura, capo gruppo di "In lista per Pisa", Odorico Di Stefano, capogruppo in consiglio Comunale de "I Riformisti", Stefano Landucci, capogruppo del gruppo misto, Ferdinando De Negri, capogruppo del Pd e Raffale Latrofa, capogruppo di Ncd.

Durante il suo episcopato sono nati l'Osservatorio delle povertà con i rapporti regionali e diocesani, la Casa Caritas di Pontasserchio perché "dove si prega, là si accolga" e le docce per i poveri con il nuovo Centro d'Ascolto. «È stato monsignor Alessandro Plotti che, nell'ottobre del 2000, mi ha consegnato la responsabilità della Caritas Diocesana ed è con lui che, negli ultimi otto anni del suo episcopato, nella nostra diocesi abbiamo condiviso quotidianamente il sogno e la speranza che la nostra chiesa crescesse nel servizio agli ultimi, una chiesa del grembiule, che gli regalammo nel nostro ultimo incontro al Centro d'Ascolto, capace di piegarsi sulle fatiche e sulle ferite dell'umano e una chiesa conciliare che vede nella Caritas il suo essere "estroversa", aperta al mondo, in dialogo ed al servizio». Così il direttore della Caritas don Emanuele Morelli ha voluto ricordare il vescovo emerito di Pisa.

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