Il presidio
«Profilassi a tappeto troppo costosa, sì ai testimonial»
PISA. Un costo troppo alto per un’efficacia solo temporanea. Una «profilassi antibiotica a tappeto potrebbe servire ad immunizzare i toscani solo per una decina di giorni, non di più». Per questo...
PISA. Un costo troppo alto per un’efficacia solo temporanea. Una «profilassi antibiotica a tappeto potrebbe servire ad immunizzare i toscani solo per una decina di giorni, non di più». Per questo ieri in Regione sono rimasti «sorpresi» dall’idea lanciata da Francesco Menichetti. Il primario di Malattie infettive dell’ospedale di Cisanello, in un post pubblicato sul profilo Facebook in cui elencava le strategie necessarie per combattere l’epidemia del ceppo C, aveva inserito fra i vari punti anche «l’ipotesi» di una campagna giocata sulle terapie antibiotiche. Un messaggio lanciato domenica sera, a due giorni dal ricovero del 28 esimo caso di meningite in Toscana. «Non c'è altro tempo da perdere», ha scritto a lettere cubitali il luminare. Come un grande Sos dopo il ricovero al policlinico pisano della ragazza versiliese (proprio ieri trasferita in reparto dalla rianimazione grazie ad un miglioramento). «Si impone ormai un ritorno alla obbligatorietà delle vaccinazioni per l'accesso a scuola; un rilancio della campagna vaccinale con l'utilizzo massiccio dei media e di testimonial, uno studio dei portatori faringei». Infine: «Valutare l'ipotesi di una profilassi antibiotica a tappeto». Stefania Saccardi non ha raccolto l’invito. L’assessore regionale alla sanità ha rilanciato un nuovo appello. Questa volta però insieme a Vittorio Boscherini, segretario toscano della Fimmg (la federazione dei medici di famiglia), indirizzato ai dottori di base, soprattutto al 45% che ancora non ha aderito all’accordo che li impegna eseguire le vaccinazioni in aiuto alle Asl. Ma - dicono dall’assessorato - Saccardi avrebbe invece accolto con favore l’idea di Menichetti per una campagna vaccinale sostenuta anche grazie a un testimonial. Un volto, o più di uno, capace di dare una scossa. Menichetti precisa: «È vero, laddove la profilassi è stata utilizzata in modo esteso ha fallito. Se ne potrebbe valutare l’utilizzo in una zona che venisse riconosciuta ad alta incidenza. Ma il mio post era concentrato soprattutto sulle vaccinazioni. Il punto focale rimane quello». Perché, dice il primario, in Italia dall’inizio dell’anno si contano 41 casi di meningite C e di questi ben 28 in Toscana. «È chiaro, c’è un caso Toscana e c’è la necessità di un cambio di passo, perché al momento solo 150mila persone hanno deciso di fare il vaccino contro la C, sebbene la Regione lo offra a 900mila persone». E il primario ne è convinto: la responsabilità è anche di chi spaccia false teorie. «Su Youtube ho visto un pediatra toscano dire fesserie incredibili». «Non credete a teorie basate su convinzioni non scientifiche», ha scritto sulla sua bacheca Carlo Tascini, uno dei medici del team di Malattie infettive. Insomma, lasciate perdere le cassandre, non giocate con la vita.(m.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
