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Bancarelle al Santa Chiara «Iniziamo un confronto»
PISA. «Per risolvere il problema della collocazione definitiva delle bancarelle di Piazza dei Miracoli basta ripartire dal progetto da noi commissionato nel 1996 all’architetto Salvatore Re all’intern...
PISA. «Per risolvere il problema della collocazione definitiva delle bancarelle di Piazza dei Miracoli basta ripartire dal progetto da noi commissionato nel 1996 all’architetto Salvatore Re all’interno dell’area del Santa Chiara, a ridosso della piazza, dove adesso sono presenti le cappelle mortuarie. Un progetto fattibile anche in tempi brevi». Giulio Garzella, responsabile area pisana della Confesercenti, rilancia. Ecco la proposta per una soluzione definitiva visto il proposito del Comune di non far rientrare i banchi in Piazza dei Miracoli anche dopo la fine dei lav ori al Museo delle Sinopie.
Un progetto che era stato già approvato dall’amministrazione Floriani (ottobre 1997). Spiega Garzella: «Dopo il blitz della magistratura che mise i sigilli alle bancarelle per il decreto Ronchey, come Confesercenti decidemmo di affidare all’architetto Re un progetto per una collocazione alternativa sempre a ridosso di Piazza dei Miracoli. Fu individuata l’area al di là del muro di cinta che delimita la zona delle cappelle mortuarie dalla piazza, area che l’Azienda ospedaliera mise a disposizione. Dopo il via libera di un’apposita conferenza dei servizi del marzo 1996 con Sovrintendenza, Comune, Aoup, vigili del fuoco e Asl, nel 1997 la giunta Floriani iniziò ad approvare le prime delibere».
«Nel 1998 con l’arrivo del nuovo sindaco Fontanelli - dice ancora il responsabile Confesercenti - le cose cambiarono. Venne individuata come sede definitiva delle bancarelle l’area della caserma Bechi Luserna che sarebbe diventata il nuovo terminal turistico della città (tanto da inserirla anche nell’attuale piano del commercio) mantenendo le strutture in Piazza dei Miracoli in via temporanea. Tutto questo mandando in soffitta l’idea Santa Chiara, che ora rilanciamo con forza».
Il progetto prevede l’apertura nel muro di cinta di sei accessi con portali in ferro battuto. Da lì si accede in un’area che sarebbe trasformata in una piazzetta demolendo le strutture, dove collocare i banch. Banchi che proseguirebbero anche nel corridoio lungo le mura che conduce ora al pronto soccorso, già inserito nell’area Umi 1, l’unica commerciale nel bando di vendita dell’ospedale. Conclude Garzella: «Questa soluzione avrebbe tempi celeri e sarebbe sicuramente migliore di piazza Manin. Chiediamo al Comune, quindi, di iniziare un confronto serio su questa ipotesi coinvolgendo anche la Regione».
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