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IN PROVINCIA

Ai dipendenti le decurtazioni ai dirigenti gli aumenti

PISA. Cresce l’indennità di risultato del segretario generale, diminuisce l’integrativo del personale e i dipendenti della Provincia di Pisa minacciano lo sciopero. La Rsu dell’ente di piazza...

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PISA. Cresce l’indennità di risultato del segretario generale, diminuisce l’integrativo del personale e i dipendenti della Provincia di Pisa minacciano lo sciopero.

La Rsu dell’ente di piazza Vittorio Emanuele, insieme a Cgil, Cisl e Uil, ha proclamato lo stato di agitazione per contestare il dimezzamento del fondo per il contratto decentrato del personale ordinario. E mentre il salario accessorio dei dipendenti si dimezza, lievitano le indennità di risultato del segretario generale. «La scorsa settimana il segretario generale e capo della delegazione trattante Antonio Salonia ha annunciato la decurtazione dal fondo per il contratto decentrato del personale di circa 250.000 euro - spiega la Rsu - con il conseguente dimezzamento dell’integrativo dei circa 400 lavoratori che, per il 2015, passa da 2.000 euro a 1.000 euro lordi». «Un taglio non progressivo, ma che riguarda solo il personale ordinario e non quello dirigenziale - accusano i rappresentanti dei lavoratori -. Siamo disposti a fare ulteriori sacrifici, ma non possiamo accettare che qualcuno faccia ricadere i problemi di bilancio su chi guadagna 1.200 euro al mese». Dopo un’assemblea dei lavoratori, la Rsu e i sindacati hanno indetto lo stato di agitazione e chiesto al prefetto un tentativo di conciliazione con l’ente. In caso contrario, minacciano di incrociare le braccia. «Non comprendiamo – accusano Rsu e sindacati -, come mai a fronte di difficoltà economiche, pochi mesi fa al segretario generale è stata aumentata l’indennità di risultato e nessun taglio è stato previsto per lo stipendio dei dirigenti e delle figure apicali. Risulta inoltre che vengono trattenuti in servizio dirigenti con i requisiti per il pensionamento». Oltre al taglio del contratto di secondo livello, i sindacati si dicono preoccupati anche dal processo di riorganizzazione che la Provincia ha messo in campo e che rischia di provocare «esuberi tra il personale e lo smantellamento dei servizi». «Nell’ente si perderanno 54 posti di lavoro tra pensionamenti e prepensionamenti, 15 posti per trasferimenti in altri enti e 135 per trasferimenti in Regione - proseguono i sindacati - Entro il 31 ottobre la Provincia dovrà inoltre presentare la quantità di lavoratori in esubero destinati alla mobilità, che dovranno aspettare la chiamata di qualche Comune, che però hanno ben pochi posti da ricoprire». A preoccupare le organizzazioni sindacali è anche «la sorte - ancora non specificata - dei lavoratori dei centri per l’impiego e della polizia provinciale». «Undici agenti su 17 saranno dichiarati in soprannumero e destinati ai Comuni, ma perderanno la loro specifica professionalità per la lotta ai reati ambientali che nessuno più eserciterà. A questi - concludono i sindacati - si aggiungono i tanti lavoratori indiretti che temono di ricevere la lettera di licenziamento da un momento all’altro».(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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