Meteo
Tiepidi saluti e tiepidi applausi
Nessun bagno di folla. Poca gente davanti al maxi schermo in piazza
PISA. Saluto tiepido, applauso tiepido.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella scende dalla sua macchina quirinalizia, accenna un saluto ed i pochi presenti in piazza dei Cavalieri rispondono con un tiepidissimo applauso. «Vabbè, si sapeva che non era un personaggio da tappeto rosso», dice Marco Santi con la sua bambina sulle spalle che non fa a tempo a chiedere “Chi è?” che Mattarella ha già fatto la scalinata della Normale. «Siamo qui per il discorso che farà», dice Sandro Cecchi. Nella piazza, infatti, c’è un maxi schermo che segue in diretta l’inaugurazione dell’anno accademico della Normale ma di nuovo il presidente lascia tutti ad “orecchie asciutte”. Non una parola. Forse annoiati, forse delusi, a parte i turisti che immortalavano la super Lancia Thema del presidente, i pochi pisani se la prendono con i vigili urbani. «Quando li chiami non ci sono mai ed invece eccoli qui, mai visti così tanti», dice Elena Fedeli. «Ci vorrebbe un Mattarella tutti i giorni per vedere una città decente», le fa eco un altro cittadino.
Il paragone con la visita dell’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è del tutto impietosa dal punto di vista del bagno di folla. Napolitano in visita a Pisa nel 2011 per festeggiare i 200 anni della Normale (la Scuola sembra avere una linea diretta con il Quirinale) arrivò persino ad appoggiarsi sulla testa la feluca dei goliardi universitari. Con loro si fermò a parlare nel cortile della Sapienza. Fu un fuori programma; non se lo aspettavano neppure loro, i goliardi che Napolitano dicesse loro: “Bravi, tenete viva una bella tradizione”. Napolitano fece ben tre discorsi e si fermò sia con i giornalisti che con le tantissime persone che lo salutavano. Tant’è che prima di andar via dalla nostra città disse di essere contento dell’accoglienza ricevuta.
Mattarella in piazza dei Miracoli ha stretto le mani a pochissime persone. Certo, l’afflato con la folla non è nel suo paniere comunicativo. Napolitano appena sceso dalla macchina andò a deporre la corona sotto la statua di Garibaldi. Dopo andò a salutare i tanti bambini (circa 1.200) che entusiasticamente lo stavano aspettando. Il presidente incontrò poi una rappresentanza dei lavoratori dei Cantieri di Pisa e disse loro: «Non mollate. Fatevi sentire da chi non vuole sentire». E la storia dei Cantieri di Pisa andò bene, forse il Quirinale portò loro fortuna. E non solo.
Carlo Venturini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
