Il Tirreno

Pisa

Gli studenti forzano il blocco della polizia Scoppiano tafferugli

di Danilo Renzullo
Gli studenti forzano il blocco della polizia Scoppiano tafferugli

Gli universitari volevano manifestare al capo dello Stato la rabbia per il nuovo Isee che ha cancellato mille borse di studio

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PISA. L’obiettivo era parlare con il presidente Mattarella. Poi declassato alla semplice affissione di uno striscione in piazza dei Cavalieri. Ma il tentativo di un gruppo di studenti di portare alla più alta carica dello Stato il disagio degli oltre mille universitari che hanno perso la borsa di studio a causa della riforma dell’Isee si è trasformata in una lunga protesta finita con ripetuti tafferugli con le forze dell’ordine e il blocco di parte del centro storico.

Circa cinquanta studenti universitari si sono riuniti ieri mattina in piazza San Frediano. Uno striscione, cori e tanti cartelli contro quella che definiscono una “riforma-truffa” che, attraverso la modifica dei parametri di calcolo, ha fatto alzare - a parità di reddito - l’asticella della ricchezza familiare, producendo a Pisa il taglio di circa mille borse di studio e un’espulsione di massa dalle case degli studenti (circa 200 hanno perso il posto alloggio). Dopo settimane di mobilitazione, quella di ieri era la ghiotta occasione per gli studenti di alzare il livello della protesta e portare le loro istanze direttamente al Capo dello Stato. «Non è una contestazione al presidente della Repubblica: vogliamo parlare con Mattarella affinché faccia pressioni sul governo per modificare la riforma», hanno più volte sottolineato i manifestanti riuniti davanti all’ingente schieramento di polizia in assetto antisommossa che bloccava l’accesso a via San Frediano e via Tavoleria. Al passaggio del corteo presidenziale qualcuno non ha però esitato ad urlare il proprio disappunto contro Mattarella: «Sei come tutti gli altri», grida una manifestante.

Dopo circa un’ora di presidio nella piccola piazza, il blocco di studenti si è compattato tra via Curtatone e Montanara e via San Frediano. Obiettivo: raggiungere piazza dei Cavalieri (distante poche decine di metri) per chiedere risposte al presidente della Repubblica o almeno dare visibilità alla protesta con l’affissione di fronte alla Normale dello striscione “Cancelliamo il nuovo Isee, cambiamo questa Università. Mattarella dicci di più”. Il corteo viene bloccato ed inizia una lunga “trattativa” tra i responsabili della sicurezza e gli studenti. Slogan e discorsi vengono interrotti dall’inaspettato - quanto curioso - passaggio di una coppia di neo sposi. Lei con il lungo abito bianco e un bouquet di rose rosse, lui con il classico vestito scuro, attraversano prima il blocco di studenti e poi il folto schieramento di forze dell’ordine che nel frattempo è raddoppiato. A quello della polizia se n’è aggiunto anche uno dei carabinieri.

Gli studenti ottengono un primo risultato: possono raggiungere piazza dei Cavalieri. Caschi in testa e scudi alzati, le forze dell’ordine indietreggiano seguite dal corteo di manifestanti che avanza al grido di “Cancelliamo il nuovo Isee” e “Mattarella pagaci le tasse”. Dopo pochi metri, all’altezza del liceo artistico, gli studenti vengono fermati. Sale la tensione. Gli scudi delle forze dell’ordine quasi sfiorano i volti degli studenti, che dopo pochi minuti riprendono la marcia verso piazza dei Cavalieri. Qui la tensione si trasforma in scontro fisico. Ai manifestanti non piace l’idea di essere “rintanati” in un angolo della piazza chiuso dalle transenne e da un imponente schieramento di forze dell’ordine in assetto antisommossa. Il tentativo degli studenti di sfondare il “muro” di polizia e carabinieri produce un primo parapiglia. Nessuna manganellata, ma spintoni e manate. Respinti con gli scudi, gli studenti si dispongono dietro alle transenne ed espongono lo striscione. Ma non basta. Vogliono arrivare al capo dello Stato, provando a sfondare le barriere. Il tentativo produce un altro - prolungato - contatto fisico tra i due schieramenti. Le barriere di protezione vengono rafforzate con fascette di plastica per evitare altre aperture.

Il numero di agenti aumenta e i manifestanti, dopo aver spiegato al megafono le ragioni della protesta, decidono di ripiegare sui lungarni. In corteo - seguiti da polizia e carabinieri - raggiungono lungarno Pacinotti. Qui la manifestazione si ferma e con essa anche il traffico. Agli interventi al megafono i manifestanti intervallano cori e slogan contro la riforma approvata lo scorso gennaio. Dopo alcune decine di minuti, gli studenti si muovono verso Borgo Stretto per poi arrivare in piazza Santa Caterina dove, dopo circa tre ore dall'inizio della protesta, termineranno la mobilitazione con un’assemblea.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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