Il Tirreno

Pisa

Tra ricorsi e stop agli investimenti

di Danilo Renzullo ; di Danilo Renzullo
Tra ricorsi e stop agli investimenti

La gara regionale congela nuovi bus e progetti per la sicurezza

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PISA. Ricorsi, possibili tagli salariali e di personale, decine di piccole e medie aziende destinate a sparire, ma soprattutto lo stop agli investimenti e ai progetti di miglioramento del servizio.

L’apertura delle buste della gara da quattro miliardi di euro per l’assegnazione della gestione del servizio di trasporto pubblico regionale ha provocato un terremoto. E a tremare sono un po’ tutti, dai dipendenti della Ctt Nord, ai sindacati all’azienda che attualmente gestisce il servizio nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara. Una delle principali riunite nel consorzio Mobit (oltre da Ctt Nord, è formato da Tiemme, Cap e Busitalia-Sita Nord), che per una lieve differenza sull’offerta economica presentata alla Regione potrebbe vedersi strappato l’affidamento del servizio per i prossimi undici anni a favore di Autolinee Toscane, emanazione regionale del colosso francese Ratp Dev che si gioca l’assegnazione del servizio sul maggiore ribasso economico presentato. I “tosco-francesi” hanno praticamente la vittoria in tasca, ma Mobit non si dà per vinto ed annuncia battaglia. Una pioggia di ricorsi potrebbe abbattersi sulla procedura. Entro due settimane, la commissione dovrebbe convocare le parti per ufficializzare la graduatoria provvisoria. Che potrebbe avere un effetto devastante per il sistema del trasporto pubblico locale.

A partire dal processo di rinnovamento avviato da Ctt Nord. L’azienda minaccia infatti di congelare gli investimenti previsti, dall’acquisto di nuovi autobus (dopo i 100 comprati qualche mese fa, Ctt Nord sta completando l’acquisto di altri 11 mezzi, di cui alcuni destinati al bacino di Pisa) all’installazione dell’Avm, il sistema satellitare che la Ctt Nord da settembre sta provvedendo a montare sui bus in servizio a Pisa per incrementare la sicurezza di utenti e lavoratori. «Riteniamo che il soggetto che ha partecipato alla gara non è Autolinee Toscane, ma Ratp e questo si può considerare una sorta di aggiramento della normativa comunitaria e nazionale – accusa Andrea Zavanella, presidente di Mobit e Ctt Nord –. La Regione dovrebbe escludere Autolinee Toscane dalla gara e assegnarla a Mobit. In caso contrario ci vedremo costretti ad impugnare l’aggiudicazione».

Il primo effetto di una possibile vittoria di Autolinee Toscane sarà la scomparsa di tutte le aziende di trasporto pubblico toscane, compresa la Ctt Nord, che verranno messe in liquidazione. A rischio è anche la miriade di piccole società che lavorano soprattutto in sub-affidamento. «Nel primo anno del servizio – prosegue Zavanella – l’offerta di Autolinee Toscane prevede l’azzeramento dei sub-affidamenti, che oggi rappresentano circa il cinque per cento del servizio». Non sarebbero invece a rischio i progetti di miglioramento del servizio previsti dal Comune, in particolare l’istituzione della quarta Lam. «L’assegnazione del servizio – sottolinea Giuseppe Forte, assessore alla mobilità – permette di abbattere la quota (circa tre milioni di euro, ndr) che annualmente versiamo per il servizio e investire le risorse risparmiate per l’abbattimento delle quote tariffarie», che, come previsto dalla gara, subiranno notevoli aumenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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