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Pisa

«Così potrebbe essere a rischio la pace sociale»

«Così potrebbe essere a rischio la pace sociale»

Nonostante i conflitti con la Ctt Nord, i sindacati si dicono fortemente preoccupati per lo scenario che si sta aprendo

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PISA. «Siamo in attesa del responso finale, ma non possiamo sentirci sereni. Questa operazione rischia di mettere a repentaglio la “pace sociale”».

Nonostante i conflitti con la Ctt Nord, i sindacati si dicono preoccupati per un possibile affidamento del servizio di trasporto pubblico ad un soggetto diverso da Mobit. «Non patteggiamo né per l’una né per l’altra parte – sottolineano dalla Filt-Cgil –. La richiesta principale che faremo al nuovo gestore del servizio sarà la collocazione di tutti i dipendenti, (circa 5.500 a livello regionale, ndr) nella nuova azienda e il mantenimento dei livelli occupazionali».

Nel corso di un incontro che si è tenuto ieri, i vertici della Ctt Nord hanno esposto ai sindacati l’esito della gara e le possibili ripercussioni che l’assegnazione del servizio al gruppo “tosco-francese” potrebbe avere sul futuro dei dipendenti. «Siamo preoccupati – prosegue il sindacato degli autoferrotranvieri – soprattutto per il forte ribasso economico (oltre il tre per cento, ndr) proposto da Autolinee Toscane. Un ribasso che potrebbe poi ricadere sulle spalle dei dipendenti», la maggior parte dei quali - in caso di assegnazione del servizio ad Autolinee Toscane - passerà da un’azienda pubblica ad una gestione privata. «Preoccupati – aggiunge la Filt – anche per i possibili trasferimenti del personale amministrativo e il ridimensionamento dei livelli occupazionali». La seconda fase dell’affidamento del servizio (fra circa tre anni), prevede un taglio dei finanziamenti (circa 90 milioni) che potrebbe coincidere con una riduzione dei chilometri percorsi e quindi con un taglio del personale, che secondo i primi calcoli potrebbe equivalere a circa 450 esuberi a livello regionale. Nelle prossime settimane le organizzazioni dei lavoratori si riuniranno per esaminare le conseguenze dell’affidamento della gara ad Autolinee Toscane, ma soprattutto per studiare una linea comune sui contratti integrativi, altra grande partita che dovrà traghettare i lavoratori dalla vecchia alla nuova società, in cui ogni dipendente entrerà alle stesse condizioni economiche dell’azienda di provenienza. I dipendenti della Ctt Nord non hanno però un contratto integrativo. L’azienda si è detta disponibile a confrontarsi sulle proposte presentate dai sindacati o a migliorare l’atto unilaterale che ha applicato nel 2014. Il nuovo gestore sarà poi costretto ad avviare un percorso per “l’armonizzazione dei contratti integrativi”, lo stesso che due anni fa terminò con un duro scontro tra i sindacati e la Ctt Nord e uno sciopero improvviso dei dipendenti che per due giorni paralizzò la città. «Questa operazione (l’affidamento della gara, ndr) rischia di mettere in discussione la pace sociale – conclude la Filt –. Se la nuova società toccherà i salari e i livelli occupazionali, il sindacato è pronto a dare battaglia».(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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