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Un anno di cassa integrazione alla Teseco

Un anno di cassa integrazione alla Teseco

Accordo tra proprietà e sindacati per 174 lavoratori. L’azienda in trattativa per cedere alcune attività

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PISA. Dopo lo sciopero, l’accordo. La Fp-Cgil di Pisa e la Teseco, azienda di Ospedaletto leader in Italia nel trattamento dei rifiuti speciali e nel settore delle bonifiche dei siti contaminati, hanno raggiunto ieri - nella sede dell’Unione Industriale di Pisa - un’intesa per l’applicazione della cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale. L’ammortizzatore sociale, coprirà per dodici mesi 174 lavoratori, di cui circa 150 - tra amministrativi e operai specializzati - impiegati nello stabilimento pisano di via Ragghianti (e il restante tra le sedi di Trieste e Torino).

Una manovra, secondo l’azienda, necessaria a far fronte alla crisi che ha colpito la Teseco negli ultimi cinque anni. Parallelamente, la società sta cercando possibili partner industriali per frenare il calo della produzione e dei fatturati. L’azienda ha confermato l’avvio di una trattativa con una holding con sede a Parma – attiva nei servizi di bonifica, trattamento e smaltimento di rifiuti industriali o pericolosi – che sarebbe interessata a rilevare parte delle attività della Teseco e soprattutto parte degli impianti e delle lavorazioni svolte nel sito di Ospedaletto. L’accordo stipulato ieri segue lo sciopero (il primo nella storia della Teseco) indetto la scorsa settimana dai dipendenti, dallo scorso anno in regime di solidarietà. I rappresentanti aziendali, insieme a quelli sindacali, lunedì parteciperanno ad un incontro convocato dal ministero del Lavoro per l’esame congiunto della richiesta di attivazione della cassa integrazione. Il giorno successivo si svolgerà invece un tavolo in Regione chiesto dai sindacati per definire un percorso istituzionale al fine di cercare una soluzione per il mantenimento dei livelli occupazioni.

«Manca invece la convocazione del tavolo richiesto o comunque un segnale di vicinanza da parte degli enti locali, Provincia e Comune – sottolinea Michele Orsi, segretario della Fp-Cgil di Pisa -. Abbiamo chiesto un incontro, ma non abbiamo ricevuto risposte». Il sindacato rivendica il mantenimento dell’occupazione e un piano industriale che chiarisca il futuro dell’azienda e dei lavoratori. «Un primo passo è stato compiuto – conclude Orsi -, ma molto resta da fare».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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