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Pisa

Sviluppo Navicelli, “buco” di 35 milioni

Sviluppo Navicelli, “buco” di 35 milioni

Una quarantina di creditori all’udienza dello stato passivo. La Banca di Pisa e Fornacette la più esposta con la società

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PISA. Sfiorano i 35 milioni di euro i debiti della Sviluppo Navicelli Spa dichiarata fallita dal Tribunale il 23 aprile scorso.

Nel corso dell’udienza per l’esame dello stato passivo è stata definita, in via provvisoria, l’entità della massa debitoria con importi che potrebbero anche aumentare in attesa delle eventuali insinuazioni tardive nel fallimento. Per dicembre il giudice delegato al fallimento, Giovanni Zucconi ha fissato una seconda udienza durante la quale la situazione del passivo sarà aggiornata dopo la definizione di un’istanza da parte di un creditore ancora in attesa di valutazione da parte del Tribunale e del curatore fallimentare, Maurizio Roventini.

Attivo da definire. Se i debiti della società, che con l’operazione Ikea ha avuto il suo picco di business salvo poi inabissarsi nella crisi immobiliare, si aggirano sui 35 milioni di euro, il fronte dell’attivo è ancora in fase di accertamento. Il giudice ha affidato a un consulente tecnico l’incarico di accertare con una perizia i beni della Spa, gran parte dei quali ipotecati o pignorati.

Decine di creditori. L’esercito dei creditori ammessi allo stato passivo non è numeroso, siamo intorno alle 40 posizioni. Sono i crediti a essere significativi con la parte del leone ricoperta dalle banche (la più esposta è la Banca di Pisa e Fornacette). A ruota professionisti, ditte e singoli artigiani.

Le banche più esposte. Nell'ultimo bilancio reperibile, riferito alla gestione 2013, i debiti della società con le banche, garantiti da ipoteche, ammontavano a 23,3 milioni di euro. Ecco quali sono gli istituti di credito al dicembre 2013 che avevano prestato soldi alla Spa: Banca di Credito Cooperativo di Fornacette per 11,2 milioni; Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno per 6,7 milioni euro; Monte dei Paschi per 3,6 milioni di euro; Cassa di Risparmio di San Miniato per 1,8 milioni d euro.

Il reclamo. Ai primi di novembre si terrà l’udienza in Corte d’Appello per discutere il reclamo della società assistita dallo studio legale Simon-Oliva di Pisa. L’impugnazione è stata presentata in proprio anche dai soci della Spa fallita, Panchetti Spa, Gap Partecipazioni Srl e la Finanziaria Tre Gigli Spa. Al Tirreno l'ex legale rappresentante della Sviluppo Navicelli, Guido Nelli, spiegò che «l'esposizione con le banche è di circa 18 milioni di euro. Il valore dei fondi, stima sul prezzo Ikea per intenderci, è di almeno 25 milioni di euro. Una somma che ci permetterebbe di pagare tutti. Certo, di questi tempi nell'immobiliare non si possono realizzare queste cifre dall'oggi al domani. Intanto, facciamo ricorso poi valuteremo altre strade. Il concordato preventivo? È un'ipotesi».

L'operazione Navicelli. Nella ricostruzione delle mosse immobiliari in darsena, sono stati comprati dalla Spa almeno 350.000 mq di terreni con un investimento di 60 milioni di euro: 12 milioni messi dai quattro soci e 48 milioni prestati dalle banche. Un terzo dei lotti è stato venduto prima di Ikea ad aziende nautiche e un terzo al colosso svedese. Ne resta ancora un terzo che la società valuta in circa 25-26 milioni di euro.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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