Il presidio
Sversamenti di gasolio ancora a San Rossore
SAN GIULIANO TERME. Nuovi sversamenti nel Fiume Morto ma soprattutto una nuova ferita al cuore di San Rossore. Con le piogge di mercoledì sulle acque del torrente, a Gello, sono ricomparse le macchie...
SAN GIULIANO TERME. Nuovi sversamenti nel Fiume Morto ma soprattutto una nuova ferita al cuore di San Rossore. Con le piogge di mercoledì sulle acque del torrente, a Gello, sono ricomparse le macchie iridescenti degli idrocarburi. E anche questa volta, come successo ad agosto, i vigili del fuoco non hanno fatto in tempo ad intervenire con le panne di contenimento. Il gasolio così ha raggiunto la tenuta. Non sembra essere servito a nulla l’esposto che quest’estate presentò alla Forestale il direttore del Parco Andrea Gennai. Sugli sversamenti esiste da tempo un’inchiesta della procura di Pisa. Le indagini, coordinate dal pm Miriam Romano, per ora procedono contro ignoti. Si sa però che, con tutta probabilità, gli idrocarburi provengono dalla caserma Gamerra. Da settimane, al Centro di addestramento dei paracadutisti di San Giuliano sono partite le operazioni di monitoraggio per individuare l’origine della contaminazione. «Il piano è in atto - ribadiscono dal comando della Gamerra - la ditta incaricata sta facendo scavi e ispezioni. E adesso sono in corso carotaggi e prelievi fino a dieci metri di profondità. Tutto sotto la supervisione dell’Arpat. Stiamo rispettando il progetto presentato alle autorità nella conferenza dei servizi». Giorni fa sono state ripulite con le sonde le candotte fognarie da cui sembrava provenire l’inquinamento. Ieri Arpat e militari hanno svolto ispezioni congiunte per tentare di rintracciare l’eventuale perdita proprio nelle zone di rilevamento. Ma a San Rossore si sono alzate le antenne. Sul corso del Fiume Morto vivono specie rare protette che il gasolio potrebbe uccidere.
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