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Ostetriche sotto processo per la morte di un neonato
PISA. Inizia oggi in tribunale a Lucca il processo per la morte di un neonato di appena quattro giorni, deceduto dopo un parto in casa avvenuto a Camaiore. Una vicenda dolorosa, a cui si aggiunge il...
PISA. Inizia oggi in tribunale a Lucca il processo per la morte di un neonato di appena quattro giorni, deceduto dopo un parto in casa avvenuto a Camaiore. Una vicenda dolorosa, a cui si aggiunge il dolore di vedere a giudizio la madre, Sonia Lombardi, versiliese, accusata di omicidio colposo. Assieme a lei alla sbarra sono finite le due ostetriche libero professioniste che la assistevano: Sofia Donalisio, residente a Pisa, e Polina Zlotnik, residente a Cascina.
La tragedia avvenne nell’ottobre del 2013. Dopo la nascita del primo figlio in casa, la giovane coppia aveva deciso di replicare il parto domiciliare con il secondo in arrivo. Una scelta che sta tornando in questi anni, e che viene condivisa da numerose famiglie. Ad assistere la donna, due ostetriche che esercitano privatamente: le ostetriche dipendenti dell’Asl, infatti, non possono svolgere la libera professione.
Il parto avviene nella notte, ma qualcosa va storto. Emergono complicazioni di tipo respiratorio, e viene chiesto l’intervento del 118. Una volta resisi conto della situazione, i soccorritori portano il bambino al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Versilia; la mamma invece viene portata in ostetricia, ma non ne viene ritenuto necessario il ricovero.
Il piccolo viene sottoposto alle prime cure che cercano di stabilizzarne le condizioni, apparse subito molto gravi. Dopo averlo intubato, i medici della pediatria del “Versilia” avvertono la neonatologia dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. È lì, nella terapia intensiva neonatale, che il bimbo deve essere portato come da protocollo tra aziende sanitarie. Purtroppo, il piccolo non ce la fa: dopo quattro giorni di ricovero a Pisa perde la sua battaglia.
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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