Italia
L’aula magna “Fratelli Pontecorvo”
L’omaggio del Polo Fibonacci ai pisani Bruno, Guido e Gillo
PISA. La città e l’Università omaggiano tre pisani illustri. È stata intitolata ai “Fratelli Pontecorvo” l’Aula Magna del Polo Fibonacci, presentata ieri pomeriggio con una cerimonia ufficiale alla presenza del prorettore vicario, Nicoletta De Francesco, dell’assessore Marilù Chiofalo e del vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Antonio Masiero. Un’eredità culturale e scientifica importante quella lasciata ai posteri da Bruno, Guido e Gillo, tre menti influenti in tre diversi settori, rispettivamente quello della fisica, della genetica e del cinema. Questo il motivo per il quale è stata dedicata alla loro memoria l’Aula Magna del polo scientifico che sorge nella stessa area in cui, negli anni Trenta, aveva luogo la fabbrica di tessuti della famiglia Pontecorvo, i cui resti possono essere ancora ammirati all’esterno dell’aula.
«Quella dei Pontecorvo è una storia che ben rappresenta la città di Pisa, la cui economia è fortemente connessa alla cultura e alla conoscenza», ha osservato l’assessore Marilù Chiofalo. Gli impianti tessili furono acquisiti dal nonno dei tre fratelli alla fine dell’Ottocento e in poco tempo diedero lavoro a circa duemila dipendenti. Con la crisi economica del 1929, però, il figlio Massimo, che nel frattempo aveva assunto la gestione della fabbrica, dovette liquidarla e cederne gli impianti in parte alle Manifatture Valdarno e in parte a Gaetano Marzotto. I figli Bruno, Guido e Gildo ereditarono comunque l’intraprendenza del nonno, distinguendosi nei rispettivi campi. Per questo le loro biografie sono scolpiti su tre targhe poste accanto alla porta d’entrata dell’Aula Magna. La cerimonia di intitolazione si è tenuta quasi per intero in inglese, in modo da coinvolgere anche gli ospiti presenti. Vi ha infatti partecipato anche una delegazione russa del laboratorio “Joint Institute for Nuclear Research” (Jinr) di Dubna, cittadina vicino Mosca in cui Bruno Pontecorvo si trasferì nel 1950 e dove sviluppò le sue più importanti teorie fisiche, in particolare quelle sul neutrino. Gli studiosi del prestigioso istituto di ricerca nucleare russo collaborano ormai da anni con quello pisano e con il dipartimento di Fisica dell’Università, e considerano Bruno Pontecorvo come il ponte che ha permesso tale unione. «Bruno ha il merito di avere ispirato molti dei nostri più importanti esperimenti – ha ricordato il vicepresidente dell’Infn, Antonio Masiero – e persino gli studiosi recentemente premiati con il Premio Nobel per la fisica sono in debito con le sue intuizioni».
Alla cerimonia era inoltre presente un rappresentante della comunità ebraica pisana, il quale ha voluto dare il proprio contributo, essendo la famiglia Pontecorvo di fede ebraica: «Intitolare quest’aula ai tre fratelli Pontecorvo significa riprende il filo rosso della memoria e consegnare alle future generazioni un patrimonio comune che non può essere dimenticato».
Enza Chiappone
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
