Il Tirreno

Pisa

Spariscono ori e gioielli con la truffa dell’incidente

Pietro Barghigiani
Spariscono ori e gioielli con la truffa dell’incidente

Telefonano a pensionato per dirgli che l’auto del figlio è senza assicurazione. Poi a casa si presenta un “assicuratore” a cui vengono consegnati i preziosi

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PISA. Una truffa architettata con ingegno e conclusa con efficacia. L'ennesima vittima è un pensionato residente nella zona di Pratale che ieri mattina è andato ad allungare l'elenco già corposo dei raggirati ritrovandosi alleggerito di ori e gioielli per oltre 5mila euro.

La tecnica capace di andare a buon fine prevede tre fasi con una base di partenza che lascerebbe intendere l'acquisizione di dati e informazioni sul bersaglio da colpire. Il tutto è avvenuto tra le 9 e le 10,30. Il primo passaggio è stata la telefonata di un sedicente assicuratore. «Suo figlio ha l'assicurazione scaduta» è stato l'avviso-minaccia.

Dopo qualche minuto scatta la fase due. A chiamare stavolta è un presunto maresciallo dei carabinieri che informa l'anziano genitore di un incidente in cui il figlio è rimasto coinvolto, senza farsi del male, ma che comporta, comunque, dei guai perché l'auto era senza assicurazione. «Servono soldi o beni a garanzia per risarcire la controparte» si sente chiedere il pensionato dall'altro capo del telefono.

Non chiama neanche subito il figlio per sincerarsi delle condizioni perché sempre il "maresciallo" gli dice che oltre alla macchina anche il cellulare è finito sotto sequestro. Una chiamata inutile, pensa l'aspirante truffato che resta ad ascoltare le indicazioni sospeso tra il desiderio di sapere come sta il figlio e la volontà di fare presto per risolvere il "problema".

Seguono altre telefonate, stavolta sul cellulare dell'uomo a cui hanno chiesto il numero, per concordare l'arrivo dell'"assicuratore" e chiarire tutto. Un modo per mettere pressione alla vittima predestinata e farla stare in tensione. Intorno alle 10,30 arriva il sedicente assicuratore. Si tratta di un italiano, come chi aveva fatto le telefonate preparatorie, senza particolari inflessioni dialettali.

Ben vestito, gentile. Non viene fatto entrare in casa. Il pensionato, sempre più convinto di rendersi utile al figlio in difficoltà, va in garage dove tiene i preziosi in una borsa e senza indugio li consegna all'uomo che gli dice di aspettare una chiamata: «Così le dico se abbiamo risolto tutto».

La telefonata non arriva. E così l'anziano si decide a chiamare il figlio per chiedergli come sta. Bastano pochi secondi a entrambi per capire cosa è successo. La truffa è stata denunciata in questura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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