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Nuovi orti con i migranti-agricoltori
VECCHIANO. Il progetto "Formazione migranti" che ha preso il via lo scorso agosto, sta cominciando a dare i primi frutti. Il progetto intende contribuire all'integrazione dei migranti presenti sul...
VECCHIANO. Il progetto "Formazione migranti" che ha preso il via lo scorso agosto, sta cominciando a dare i primi frutti. Il progetto intende contribuire all'integrazione dei migranti presenti sul nostro territorio mediante corsi intensivi di formazione nel settore della piccola agricoltura, di qualità e a km 0.
Dal gruppo migranti dell'associazione Ortipisani sono così in fase di recupero e di rigenerazione una serra e due aree da destinare ad orto, per un totale di oltre 2000 mq. L'area più significativa è nel Parco di San Rossore, a Cascine Nuove, dove venerdì, alle 11, verrà presentato al territorio il progetto “L’orto toscano”: 28 migranti ospiti dei Comuni di Pisa, San Giuliano Terme e Calci inaugureranno il nuovo appezzamento, di quasi 1000 mq che hanno sottratto alle aree incolte per renderlo fertile e produttivo. Saranno presenti, oltre ai ragazzi, diversi rappresentanti delle istituzioni pisane e delle associazioni che hanno partecipato all'operazione. Questo progetto, voluto dal Comune di San Giuliano Terme, Ortipisani, Società della Salute e cooperativa Arnera, nasce in seguito alla volontà della Regione di inserire in attività di volontariato i richiedenti asilo. “L’orto toscano” si inserisce nel progetto più ampio pensato dall’associazione, vale a dire «Il gusto dell’accoglienza», volto a inserire i profughi nei percorsi del cibo di qualità e della coltivazione locale.
Marilù Chiofalo, assessore all’istruzione del Comune di Pisa, afferma: «Lo sviluppo dell’idea degli orti in città è il paradigma di un’idea di sostenibilità che a Pisa promuoviamo da tempo. Fare innovazione sostenibile è possibile». Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano Terme: «Si tratta di un’iniziativa che favorisce il percorso di integrazione dei profughi ospiti sul nostro territorio, quindi la accogliamo con favore. Nel nostro comunale, ad esempio, si occupano delle aree verdi». Franco Marchetti, vicesindaco di San Giuliano Terme: «Nel progetto di integrazione si coniugano tre questioni: l’accoglienza intesa in senso positivo, il recupero di terreni abbandonati e l’opportunità di lavoro per i migranti, che rappresenta un’opportunità per la comunità intera».
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