Il presidio
Disabili, il garante “striglia” il Comune
PISA. La bacchettata stavolta arriva dal Garante O meglio: è una tirata d’orecchie per come la città della Torre pendente, dell’Università, della ricerca e della tecnologia, tratta i disabili. Le...
PISA. La bacchettata stavolta arriva dal Garante
O meglio: è una tirata d’orecchie per come la città della Torre pendente, dell’Università, della ricerca e della tecnologia, tratta i disabili. Le richieste che vengono avanzate, spesso non trovano risposte, né soluzioni.
Così Pisa - secondo quel che emerge - rischia di vedersi attribuire l’etichetta di “ una città non proprio a misura di disabili”.
Lo rivela la relazione annuale, la prima dalla sua istituzione, del Garante delle persone disabili, Lia Sacchini, che lamenta scarsa «informazione» istituzionale per il suo ufficio e una sede con difficile accessibilità per i portatori di handicap.
Sacchini boccia l'amministrazione sul piano della risoluzione dei problemi posti dai portatori di handicap in questo primo anno di attività.
Il garante, infatti, denuncia nella relazione inviata al presidente del consiglio comunale, la mancata risposta su almeno tre «rilevanti questioni sollecitate da cittadini disabili circa l'accesso a edifici e spazi pubblici rimaste inascoltate» e assicura che continuerà a seguire queste problematiche sottolineando, però, che «tecnici che non riescono a trovare, o studiare, concordare e proporre il superamento di queste 'piccole barriere architettoniche rendono difficile prevedere, in futuro, la costruzione di una 'città per tutti”
Ciò, infatti, presuppone un cambiamento tecnico culturale di progettazione e conseguente attuazione che trova resistenze molteplici e di varia natura».
Non ha lo stesso giudizio, invece, il settore dei trasporti.
Le considerazioni positive arrivano per quanto riguarda la mobilità urbana e trasporti pubblici garantiti da Ctt Nord e Comune in accordo operativo: «Il primo sostituendo gradualmente, a ogni rinnovo parco macchine – sottolinea la relazione del garante – , gli attuali autobus di linea con autobus di nuova generazione attrezzati per il trasporto disabili, il secondo adeguando le fermate ai nuovi autobus ogni volta se ne presenti la necessità oggettive».
Non è così in provincia. La navetta gratuita del Comune di Pontedera, ad esempio, almeno un paio di volte nei mesi scorsi, si è resa protagonista - in negativo - di vicende che avevano a che fare con il trasporto dei disabili.
Tutta colpa della pedana, che dovrebbe essere utile proprio a far salire e a far scendere le persone che hanno problemi di deambulazione. In alcuni casi la pedana c’è.
E’ uno degli accessori previsti dal mezzo pubblico. ma non viene azionata perché gli autisti, spesso, non sanno manovrarla.
In altre occasioni, invece, i mezzi pubblici ne sono addirittura sprovvisti.
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